Un mese, 4 settimane, 30 giorni... sono passati così in fretta che non me ne sono nemmeno accorta...
Quando si viene catapultati in un altro Paese con un'altra cultura, un'altra lingua e soprattutto altre abitudini, si è sommersi di cose nuove, da capire e imparare.
L'Honduras è così diverso dall'Italia... ma nonostante questo, tutto ciò che all'inizio trovavo strano, ora inizia ad essere normale, quasi mio.
Mi sono abituata alle strade distrutte, ai colori vivaci delle case, all'allegria che c'è nell'aria durante i "desfile", al ritmo della banda, al reggeaton, al suono dello spagnolo che sembrava così strano i primi giorni e sì, mi sono anche abituata a lavare i miei vestiti da sola con la cosiddetta "pila".
Ora ho imparato ad apprezzare la scuola, a considerarla come ad un momento di ritrovo e non ad una prigione.
Ho mangiato baleadas, gringas, frijoles, ticucos, pupusas e chi più ne ha più ne metta, non tutti i piatti hondureñi mi sono piaciuti, ma li ho provati quasi tutti come è giusto che sia.
Ho creato una mia quotidianità formata da sveglia alle 6 e colazione salata, scuola fino alle 14, pomeriggio con compiti e qualche uscita, cena alle 18 e tornare a dormire alle 22.
Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei veramente abituata ad andare a letto presto?!
Eppure è così, bisogna adeguarsi e apprezzare ciò che si ha.
Il mio trentesimo giorno qui è pieno di riflessioni, pian piano sto realizzando di essere veramente a 10.000 km da casa, come a molti altri exchange students, questo mese è volato, portandosi via tutte le vecchie aspettative.
All'inizio la mia principale aspettativa era quella di trovarmi talmente bene con la nuova famiglia da considerare questo posto subito casa, ma così non è stato, anche se qui sto bene sento che manca qualcosa, e perciò "casa" rimane ancora quel luogo che ora sembra irraggiungibile.
Credevo anche che sarei cambiata, che il mio carattere sarebbe improvvisamente cambiato drasticamente, ma non è possibile, non si può di certo cambiare completamente da un giorno all'altro. E perciò rimango sempre la solita noiosa ragazza timida che prima di fare un passo deve guardarsi intorno e capire se è veramente la cosa giusta da fare.
Poi però mi dico che qualcosa deve essere cambiato perché la me stessa di qualche anno fa non avrebbe mai fatto un passo importante come questo e soprattutto ora non sarebbe qui...
Scegliere di mollare tutto e tutti per partire e fare un'esperienza come questa non è facile, ci si aspetta sempre che sia tutto rose e fiori ma a volte non è così. Ogni minimo problema è ingigantito dal fatto che dovrai affrontarlo da solo.
Nel bene o nel male comunque penso che questa sia stata la scelta giusta da fare, tutti dovrebbero fare questa esperienza, ti mostra nuovi orizzonti, ti fa vedere il mondo in modo diverso, ti fa capire che ciò a cui eri abituato non è uguale per tutti, che esistono diversi modi di vedere le cose. Spesso ti fa apprezzare ciò che hai lasciato e ti insegna molte altre cose nuove.
Già, un mese è già passato.
1/11 della mia esperienza è già stato vissuto.
Max Pezzali - Non lo so
"Non te ne pentirai.
Se è bene, è meraviglioso.
Se è male, è esperienza."