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giovedì 6 luglio 2017

"This is not the end of me, this is the beginning."

Prima ancora di parlarvi di come è stato il ritorno, vorrei dirvi cosa ho fatto nei miei ultimi giorni in Honduras. In particolare vorrei parlarvi di un paio di cose che ho fatto:

1. Sono andata a fare Canopy alla Campa (Gracias), praticamente ho attraversato il vuoto attaccata ad un filo per ben 6 volte... e una di queste l'ho fatta a circa 350 m di altezza: il più alto del Centroamerica.



2. Sabato 1 Luglio ho avuto il piacere di partecipare ad una cosa che si fa solo una volta nella vita e che noi italiani solo sognamo: la Graduation. Ovvero la consegna del diploma con toga e poi con vestito da sera stile "ballo di fine anno". Una delle esperienze più belle della mia vita.







3. Domenica 2 Luglio a -2 giorni dalla partenza da Santa Rosa, tutti i miei amici mi hanno organizzato una festa a sorpresa con tanto di discorsi al microfono, musica reggeaton e tuffo in piscina tutti vestiti.


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La prima volta che avevo scritto un vero post sull’inizio di questa splendida esperienza era stato il 17 di agosto 2016, esattamente 320 giorni fa. Oggi è il 6 di luglio.

Ero su un aereo, proprio come ora. L’unica “piccola” differenza è che in quel articolo parlavo di quanto era difficile lasciare la propria famiglia, i propri amici, tutta la vita che con molta fatica ti sei costruita in 17 anni. Parlavo delle emozioni, della paura ma della curiosità ancora più forte. Ora invece sono su un aereo che mi porterà lontano da quella vita che con ancora più fatica ed indipendenza mi sono costruita in 320 giorni.

Quella nuova vita che mi ha fatto veramente sudare, che mi ha fatto capire quali sono le cose importanti, mi ha insegnato chi sono le persone su cui posso contare veramente. Quella vita che mi ha dato molti problemi ma anche molte soddisfazioni. Imparare una nuova lingua, andare in una nuova scuola, farmi dei nuovi amici, vivere in una famiglia con una cultura completamente diversa, trovare amici veri, trovare un fidanzato, trovare tutte quelle persone che alla fine di questo anno si sono rivelate essere molto preziose e soprattutto hanno dimostrato di volermi bene veramente.

Nei giorni prima di andarmene, tutte le persone a cui volevo bene in Honduras mi scrivevano e mi dicevano molto spesso “per favore non dimenticarmi”. Sembra quasi ironica la cosa. Come potrei dimenticarmi di loro? Come potrei dimenticare tutto ciò che da sola ho raggiunto in questo periodo? Come potrei dimenticarmi di tutte quelle persone che hanno reso tutto ciò indimenticabile?
Sarò sincera, il mio fidanzato mi ha accompagnato fino a Tegucigalpa e poi in aeroporto perché la mia famiglia hondureña non poteva. Ma devo dire che è stata la cosa più difficile di tutte. Gli addii in aeroporto ho sempre saputo fossero difficili… ma qui si è decisamente superata la cosa. Ho passato due ore e dico due ore, piangendo come una disperata… perché anche se sai che continuerai a sentire tutte le persone a cui tieni per messaggio e per videochiamata, ci sarà sempre quella parte di te che penserà “potrei non rivederlo mai più, potrebbe essere l’ultima volta che gli do un abbraccio, potrebbe essere l’ultima volta.”
E non importa cosa ti dicano, tutti quanti improvvisamente diranno di volerti venire a trovare in Italia ma la verità la sappiamo bene tutti. Ben pochi poi lo faranno veramente.
Se state vivendo ciò che vivo io mi capirete, ma se dovete ancora partire e lo pensate sia qualcosa di difficile… pensate sempre a questa domanda:
E’ più difficile lasciare la vita che ti sei costruita in 17 anni per poi tornare dopo un anno o è più difficile lasciare la vita che ti sei costruita in un anno sapendo che probabilmente non tornerai a viverla mai più?

“This is not the end of me, this is the beginning”

I believe – Christina Perri

venerdì 23 giugno 2017

Gli ultimi mesi vissuti al massimo

Mentre decidevo di cosa volevo parlare in questo post, ero combattuta tra due temi che mi stanno molto a cuore. Le opzioni erano: parlare di come mi sento, di come ci si sente a essere a -12 giorni dalla partenza. Delle ultime difficoltà, delle paure e delle emozioni che caratterizzano questi momenti. Mentre l'altra opzione era parlare di tutto ciò che ho vissuto in questi ultimi mesi, a partire dai primi di Aprile fino ad ora, perché di cose ne sono successe veramente tante... e alla fine ho optato per quest'ultima... un ultimo scorcio di vita da exchange in Honduras.

Dopo aver pubblicato il nostro libro De Donde Venga la Inspiración, ne abbiamo stampate circa 600 copie e le abbiamo distribuite in quasi tutte le scuole ed università della città.

Queste sono le foto della presentazione del libro che abbiamo fatto dentro la mia scuola.



Mentre qui siamo io ed alcuni dei miei compagni che rispondiamo a domande sul libro nell'Università Cattolica di Santa Rosa de Copán.




Dal 10 fino al 17 di Aprile sono rimasta a casa da scuola perché era la Settimana Santa. Ovvero quella prima di Pasqua. Il giorno di Pasqua in sé non è quello che si festeggia. Si festeggia molto di più il venerdì santo con la cosiddetta Via Crucis fatta con i "tappeti" decorati lungo la strada principale come potete vedere di seguito.







Il 21 di Aprile io ed i miei compagni di classe abbiamo festeggiato il nostro Skip Day. Ovvero, si salta un giorno di scuola tutti insieme per andare a fare qualcosa insieme e noi siamo andati a mangiare la pizza e poi siamo usciti insieme.


Lo stesso giorno sono partita con una mia compagna di classe per andare nella casa dove lei era nata e cresciuta con la sua famiglia a San Marcos de Ocotepeque. Sono rimasta lì 3 giorni perché proprio quel fine di settimana lì c'era la "fiera" della città con tanto di bancarelle, feste, fuochi d'artificio e giostre.



La settimana dal 24 al 30 di Aprile a Santa Rosa si festeggiava la Expo Copán. Nel centro di Santa Rosa si potevano sempre trovare bancarelle con i prodotti tipici della regione, c'erano sempre attività di giorno e feste o concerti di notte. Il 30, alla sera, ho partecipato alla festa a sorpresa organizzata per il diciottesimo di Betta e mi sono divertita molto, oltre a conoscere molte persone nuove.


Il 4 e 5 di Maggio nella mia scuola si è svolto un evento molto importante per cui ci preparavamo da mesi: la Science Fair. Ovvero la fiera della scienza. Ognuno di noi partecipava portando un progetto. C'erano reazioni chimiche, progetti di riciclo, prodotti per particolari trattamenti, o per esempio... il mio progetto: Gardening without soil. Un progetto idroponico che dimostra che le piante possono crescere anche senza un terreno solido e che i nutrienti glieli può procurare anche solo l'acqua. Un progetto che a mia grande sorpresa, ha vinto il secondo posto nel mio livello!



Il 12 di Maggio abbiamo celebrato il giorno della Madre a scuola. Per l'occasione abbiamo cantato una canzone inedita scritta da un mio compagno e c'erano tutte le mamme dei miei compagni che alla fine della canzone erano in piedi applaudendo e piangendo...



Il 20 di Maggio abbiamo festeggiato il Family Day a scuola. C'era chi si occupava del cibo, chi dei giochi ed attività per i bambini e poi c'ero io... che mi sono incaricata di fare tutto il giorno foto alle famigliole che arrivavano.


Lo stesso giorno ma alla sera invece, sono andata a vedere la Noche de Gala organizzata dai ragazzi di decimo grado... è stato molto bello, c'erano varie opere artistiche esposte. Fotografi, pittori ma anche cantanti e gruppi musicali del territorio.



Il 22 di Maggio è stato il mio ultimo giorno di scuola. La mattina presto durante l'assemblea mattiniera mi è toccato (in quanto Senior) fare un discorso davanti a tutta la scuola in cui ho ringraziato tutti per la bellissima esperienza e per aver reso la scuola un bel posto in cui andare... per ringraziare anche la scuola, ho lasciato una bandiera italiana con la mia firma... nella speranza che gli exchange students che verranno dopo di me seguiranno la tradizione. E come avevo sempre promesso ai miei professori e compagni, in occasione dell'ultimo giorno di scuola ho portato anche della pizza fatta da me da far provare a tutti quanti.


A partire dal 23, sono andata qualche giorno a San Pedro a vedere un'amico che non vedevo da molto tempo e ho avuto l'opportunità così di andare al cinema, di andare a mangiare Sushi, di andare in alcuni ristoranti nella città molto conosciuti nel Paese e di cui io nemmeno sapevo l'esistenza, di andare a comprare e cucinare la vera pasta italiana con tanto di sugo e pasta Barilla.

Il 28 di Maggio il mio fratellino italiano Luca ha fatto la Comunione e anche se me la sono persa, mi è piaciuto vedere le foto mentre festeggiavano e capire che anche lui è cresciuto mentre io ero via...


Il 2 di Giugno ho avuto di partecipare al Wax Museum della mia scuola. Il museo delle cere, in cui io ed i miei compagni interpretavamo ognuno il proprio personaggio del nostro libro. E così io sono diventata, per un giorno, Giulia. La protagonista della mia storia.



Dal 5 al 7 di Giugno ho partecipato all'ultima orientazione AFS a Valle de Angeles. Mi è piaciuto molto perchè abbiamo avuto tutti modo di confrontarci sull'esperienza svolta e sul fatto che tra pochissimo dovremo tornare e per nessuno sarà una cosa molto facile.






L'8 di Giugno sono andata a scuola per assistere alla "Giuramentazione" dei miei compagni di classe... ovvero la cerimonia che li ha fatti ufficialmente uscire dalla scuola... ora li aspetta l'università e sono proprio molto orgogliosa di loro.


Alla fine della cerimonia ho avuto anche il piacere di sentire un mio compagno di classe cantare una canzone che aveva scritto per noi parlando anche di ognuno di noi e delle nostre caratteristiche. Ad un certo punto arriva anche la mia parte e dice "y la que sigue es la más inteligente, mi hermana que viene desde otro continente, tu me enseñaste que no hay límites en esta vida, solo horizontes que hay que vivir día con día" (traduzione: La prossima è la più intelligente, mia sorella che viene da un altro continente, tu mi hai insegnato che non ci sono limiti in questa vita, solo orizzonti che devi vivere giorno dopo giorno).
P.s. Molto presto registreremo un video per la canzone e lo metteremo su youtube, appena sarà disponibile vi metterò qui il link.

Dal 9 al 15 di Giugno ho fatto una delle vacanze più belle della mia vita. Sono andata una settimana con la mia migliore amica italo-hondureña Betta a Utila. Un'isola dell'Honduras nel Mar dei Caraibi. Un vero paradiso terrestre in cui ho lasciato veramente il cuore.










Il 16 di Giugno, appena tornata dalla vacanza, ho dovuto mettere la mia uniforme di gala della scuola per andare a partecipare alla seconda ronda regionale delle Olimpiadi di Matematica. Nella prima ronda mi ero classificata 6 di 12. Ma in questa, di 12 partecipanti del mio livello, solo 3 passeranno alle nazionali. E per quanto mi possano essere andate bene, non credo proprio che sarò io una delle 3!



Oggi è il 23 di Giugno, il 5 di Luglio avrò un volo con partenza Tegucigalpa e destinazione finale Milano... da qua alla partenza spero che mi aspettino molte altre avventure ed esperienze perché non si finisce mai di imparare e spero che possano essere le ultime settimane migliori di sempre. Non sono pronta a lasciare tutto ma sono pronta per affrontare tutto ciò che mi aspetta! A presto!

lunedì 21 novembre 2016

Differenze culturali Italia-Honduras

In occasione del mio 3o mese in Honduras, voglio parlare della cultura, in particolare delle differenze tra la mia cultura italiana e quella hondureña!

- Non sanno usare il clacson perché lo usano veramente troppo! Qualsiasi cosa capiti mentre loro sono alla guida, lo suonano!
- Sempre riguardante l’auto, non sanno usare i fanali di notte, passano tutto il tempo ad abbagliarsi l’un l’altro e a “sfanalarsi”, neanche ci fossero 30 posti di blocco da segnalare!
- Le strade, oddio, quanto mi manca andare in macchina o in bus senza sbattere la testa da qualche parte ogni 3 per 2 per via delle strade distrutte, sempre che si possano chiamare strade.
- Se le strade sono messe male, i marciapiedi di certo non sono molto meglio, sono completamente distrutti e possono essere alti anche un metro.
- Ogni casa, povera o ricca che sia, è dotata di una “pila” all’esterno della casa. Una Pila è una specie di “lavanderia” dotata di una vasca e una zona più alta e piana, dove lavare i panni con il sapone, come si faceva una volta anche in Italia…
- Le tubature delle case sono piccole, quindi è molto facile che si intasino, ciò significa che non si può buttare la carta igienica nel servizio (ho cercato di dirlo nel modo più fine possibile).
- Non è assolutamente scontato che la casa sia dotata di acqua calda, non tutti se lo possono permettere.
- Sempre parlando di acqua, se mai andrete in un Paese del Centroamerica, mi raccomando, se vi lavate i denti con l’acqua del rubinetto, almeno non bevetela, perché non è potabile! Al massimo passerete qualche giorno in bagno (capite cosa intendo vero?).
- L’acqua potabile, non viene venduta in normali bottiglie, ma in bottiglioni da 20 o più litri (non so quanti litri ci siano dentro, ma sono veramente grossi, come quelli che si mettono negli uffici con il distributore d’acqua e i bicchieri di plastica, il bottiglione è proprio quello).
- Non posso parlare per tutto l’Honduras, ma qui a Santa Rosa, è mooolto facile che vada via la luce.
- La maggior parte delle famiglie sono molto credenti
- Anche se non tutti sono molto credenti o praticano spesso, questa cosa influenza molto la loro cultura generale, per esempio se chiederete “Como estas?” la maggior parte risponderà “Bien, gracias a Dios”.
- Anche se non tutti sono religiosi, TUTTI rispettano la religione dando comunque l’esistenza di Dio come una cosa certa, nessuno la mette in dubbio. Per questo motivo, se si viene in questo Paese bisogna stare molto attenti a dire che si è atei perché alcuni potrebbero avere la mente aperta, ma molti altri no e potrebbero trattarvi male o fare una sorta di discriminazione.
- La stessa cosa vale per il discorso dell’omosessualità, essendo molto religiosi e molto tradizionali non sono molto di mente aperta oppure se ne escono con frasi tipo “non sono contro i gay, sono contro la condotta gay” che a mio modesto parere non ha un cavolo di senso.
- Secondo loro gli adolescenti europei hanno troppe libertà e tendono ad infrangere le regole… e devo dire che per alcuni lati hanno ragione, io in Italia ero abituata a fare un po’ come volevo, se volevo uscire bastava chiamare i miei e dire “veh che non torno a casa oggi pomeriggio” ed andava tutto bene. Qui invece bisogna chiedere il permesso e la maggior parte delle volte mi lasciano uscire, ma questo solo perché vivo in una piccola città tranquilla e sicura, ci sono altre città più pericolose in cui è meglio uscire accompagnati o non dopo un certo orario. Per la cosa dell’infrangere le regole invece, credo che gli hondureñi siano gli ultimi a potersi esprimere in merito.
- C’è una diversa concezione di ricchi e poveri perché non esiste la classe media. Per questo motivo la differenza tra le due “classi” si vede moltissimo.
- Sono fissatissimi con High School Musical!
- Si ascolta soprattutto reggeaton e a volte anche la punta (tipo di musica e ballo tipico hondureño).
- Qualsiasi scusa è valida per festeggiare, e ovviamente, se si fa festa si deve anche andare a ballare!
- Condividono molto le cose, che siano oggetti o la merenda a scuola.
- Il compleanno più importante non è il 18esimo ma bensì il 15esimo, con la cosiddetta “quinceniera” che è una festa pari quasi ad un matrimonio. La festeggiata per l’occasione comincia a preparare tutto quasi sei mesi prima, organizzando tutto e parlando con i genitori. Per non parlare delle “sessioni di foto pre-festa” e del vestito spettacolare!
- Nonostante i 15 anni siano i più festeggiati, la maggiore età si raggiunge ai 18, così come in Italia. Anche la patente si può prendere legalmente a 18 anni, ma ho conosciuto molti ragazzi di 16/17 che hanno già una loro auto e guidano indisturbati per le vie della città. Tanto se li ferma la polizia, come dicono loro, con 200 lempiras (8 euro) li puoi corrompere.
- Per strada può capitare di incontrare qualche matto che ha perso la ragione e parla da solo. Per non parlare di quelli che quando passi di fianco ti fischiano e ti mandano baci. Se succedesse non fateci caso, nel più dei casi sono innocui.
- Se ti vedono per strada e capiscono che sei un turista, quasi sempre ti chiederanno se sei statunitense. Gli europei sono un “miraggio”.
- Per loro gli europei sono tutti caratterialmente freddi e si vestono sempre eleganti, con vestiti abbinati e “se la tirano” (scusate ma non trovavo il termine in vero italiano!).
- Le macchine più usate sono quelle grosse come i fuoristrada. Nel 90% dei casi saranno anche dotate di una paila ovvero la “cassona” dietro.
- Salire sulla paila anche in 10, è assolutamente normalissimo.
- Le cinture di sicurezza sono obbligatorie solo per i passeggeri davanti e comunque sia nessuno le mette.
- Se vivi una famiglia benestante, TUTTI avranno almeno un cellulare (iPhone ovviamente, per sembrare più ricchi) e probabilmente anche qualche iPad o Computer… e quando dico tutti, intendo che pure la nipotina di 5 anni avrà un iPad…
- Ogni famiglia ricca o che comunque sta economicamente bene, avrà almeno una “trabajadora”, ovvero una sorta di domestica che vive lì o in una depandance lì vicino che farà tutti i lavori in casa come pulire, cucinare, andare ad aprire la porta, fare le trecce alle bambine (se ci sono), cucire, lavare i panni e molto altro. Probabilmente vivrà lì 24 h su 24, e se le andrà bene avrà il fine settimana libero. Nel peggiore dei casi nemmeno quello. Ah e spesso è una ragazza “del popolo”, ciò significa che è povera e probabilmente avrà fatto l’equivalente della nostra 5° elementare (se va bene, se no nemmeno quello).
- C’è un alto tasso di analfabetizzazione
- Esiste un programma per chi fa l’ultimo anno di scuola per cui, se l’alunno vuole graduarsi, deve alfabetizzare 2 persone nel corso dell’anno.
- L’anno prossimo, quando l’alfabetizzazione non sarà più obbligatoria, si dovranno comunque fare 3 progetti che riguarderanno la società, le infrastrutture e l’ambiente (per esempio andare in un ricovero anziani, aiutare a migliorare l’infrastruttura di una scuola materna e piantare degli alberi).
- Nello spagnolo del centro-sud America si utilizza "usted" (=Lei) e "vos" (=tu), si da del Lei a qualsiasi persona a cui bisogna portare rispetto e anche quando non si ha molta confidenza.
- Ho visto molti ragazzi, sia della mia eta' che piu' piccoli, dare del Lei a tutti i parenti inclusi i genitori.
- Con i professori si ha un rapporto piu confidenziale nonostante le formalita' linguistiche, si scherza molto e vengono trattati quasi come degli amici.
- Essendo un Paese piccolo e in via di sviluppo, le universita' sono poche e sono quasi tutte nelle citta' piu' grandi come San Pedro e Tegucigalpa, percio' tutti i 17enni che finiscono il "colegio" e vogliono continuare gli studi, si trasferiscono in altre citta' per poter frequentare l'universita'.
- Secondo me gli adolescenti hondureñi sono molto infantili, ma questo credo che dipenda anche dal fatto che non hanno molte liberta' e dipendono molto dai loro genitori.
- Nonostante siano infantili hanno un'idea dell'amore e del fidanzamento piu' serio.
- Ci sono molti bambini poveri che per guadagnare qualche soldo vanno in giro per le strade a vendere dei prodotti come dolci, frutta o addirittura medicinali.
- Per le strade si possono incontrare persone che vendono la propria frutta con delle ceste.
- Ci sono molti cani randagi e a volte si possono vedere anche dei "cavalli randagi" che vanno in mezzo alla strada e per la citta'.
- Ci sono moltissime persone che non hanno nessun rispetto della natura, per molti e' normalissimo buttare sempre tutto a terra, anche dal finestrino della macchina.

P.s. Una cosa in comune con l’Italia c’è però. Entrambe non sopportano il proprio governo e tutti definiscono i politici dei corrotti. In fondo in fondo non siamo così diversi.

P.p.s. Le differenze sul cibo le farò in un altro post, perché meritano decisamente di essere lette e capite a parte!

P.p.p.s. Questo post lo manterro' sempre aggiornato con le altre differenze che mi verranno in mente perche' sono veramente molte e non si finisce mai di imparare.

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è."

Soy yo - Bomba Estéreo

martedì 20 settembre 2016

1/11 di esperienza vissuta🌎

Un mese, 4 settimane, 30 giorni... sono passati così in fretta che non me ne sono nemmeno accorta...
Quando si viene catapultati in un altro Paese con un'altra cultura, un'altra lingua e soprattutto altre abitudini, si è sommersi di cose nuove, da capire e imparare.

L'Honduras è così diverso dall'Italia... ma nonostante questo, tutto ciò che all'inizio trovavo strano, ora inizia ad essere normale, quasi mio.
Mi sono abituata alle strade distrutte, ai colori vivaci delle case, all'allegria che c'è nell'aria durante i "desfile", al ritmo della banda, al reggeaton, al suono dello spagnolo che sembrava così strano i primi giorni e sì, mi sono anche abituata a lavare i miei vestiti da sola con la cosiddetta "pila".
Ora ho imparato ad apprezzare la scuola, a considerarla come ad un momento di ritrovo e non ad una prigione. 
Ho mangiato baleadas, gringas, frijoles, ticucos, pupusas e chi più ne ha più ne metta, non tutti i piatti hondureñi mi sono piaciuti, ma li ho provati quasi tutti come è giusto che sia.
Ho creato una mia quotidianità formata da sveglia alle 6 e colazione salata, scuola fino alle 14, pomeriggio con compiti e qualche uscita, cena alle 18 e tornare a dormire alle 22.
Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei veramente abituata ad andare a letto presto?! 
Eppure è così, bisogna adeguarsi e apprezzare ciò che si ha.


Il mio trentesimo giorno qui è pieno di riflessioni, pian piano sto realizzando di essere veramente a 10.000 km da casa, come a molti altri exchange students, questo mese è volato, portandosi via tutte le vecchie aspettative.
All'inizio la mia principale aspettativa era quella di trovarmi talmente bene con la nuova famiglia da considerare questo posto subito casa, ma così non è stato, anche se qui sto bene sento che manca qualcosa, e perciò "casa" rimane ancora quel luogo che ora sembra irraggiungibile.
Credevo anche che sarei cambiata, che il mio carattere sarebbe improvvisamente cambiato drasticamente, ma non è possibile, non si può di certo cambiare completamente da un giorno all'altro. E perciò rimango sempre la solita noiosa ragazza timida che prima di fare un passo deve guardarsi intorno e capire se è veramente la cosa giusta da fare.
Poi però mi dico che qualcosa deve essere cambiato perché la me stessa di qualche anno fa non avrebbe mai fatto un passo importante come questo e soprattutto ora non sarebbe qui...

Scegliere di mollare tutto e tutti per partire e fare un'esperienza come questa non è facile, ci si aspetta sempre che sia tutto rose e fiori ma a volte non è così. Ogni minimo problema è ingigantito dal fatto che dovrai affrontarlo da solo.

Nel bene o nel male comunque penso che questa sia stata la scelta giusta da fare, tutti dovrebbero fare questa esperienza, ti mostra nuovi orizzonti, ti fa vedere il mondo in modo diverso, ti fa capire che ciò a cui eri abituato non è uguale per tutti, che esistono diversi modi di vedere le cose. Spesso ti fa apprezzare ciò che hai lasciato e ti insegna molte altre cose nuove.
Già, un mese è già passato.
1/11 della mia esperienza è già stato vissuto.

Max Pezzali - Non lo so

"Non te ne pentirai.
Se è bene, è meraviglioso.
Se è male, è esperienza."

sabato 27 agosto 2016

Empieza mi aventura!

Bene, allora dove ero rimasta? Ah si, giusto, ero in aereo e scrivevo perché non avevo altro da fare... ora invece sono nella casa della mia prima famiglia Hondureña... sono molto simpatici e gentili con me, qui sono tutte donne, c'è una ragazza di 14 anni, sua mamma, sua nonna e altre due ragazze che si occupano delle faccende domestiche come pulire o cucinare...
Hanno una casa molto grande ed è vicino al centro di Santa Rosa, per la scuola invece ci vogliono 5 minuti di auto, ma è decisamente vicino per i miei "standard" italiani ahahah


Comunque torniamo indietro, il primo volo da Roma ad Atlanta è durato circa 11 ore, all'atterraggio abbiamo dovuto fare una coda di 2 ore solo per controllare il passaporto e il visto... subito dopo sono venuti a prenderci alcune auto dell'Hotel dove saremmo stati per la notte.
In Hotel abbiamo mangiato pollo fritto e altre cose che però facevano proprio schifo (lo so non si dice, ma se dopo siamo stati tutti male un motivo ci sarà!)... è stato il nostro primo pasto in un altro Paese, lontano dall'Italia, e già ci mancava il nostro caro cibo italiano!


La mattina dopo siamo tornati in aeroporto e abbiamo preso il volo diretto a Tegucigalpa, è durato circa 3 ore e la cosa più bella è stata guardare fuori dal finestrino perché potevamo vedere molte isole e soprattutto c'era un mare di un bel azzurro acceso ed era talmente limpido che si potevano vedere le ombre delle nuvole! L'atterraggio è stato in assoluto la cosa più brutta... è stato molto brusco e pensavamo che non si sarebbe più fermato ahahaha solo dopo ho scoperto che l'aeroporto di Tegucigalpa è il secondo più pericoloso del mondo, il primo è in Africa... però è andato tutto bene quindi meglio così dai.



Dopo l'atterraggio, abbiamo preso le valige e fatto qualche controllo... all'uscita c'erano alcune famiglie ospitanti e alcuni volontari hondureñi con cartelloni con scritto "Bienvenidos" o "Welcome", erano tutti sorridenti e molto gentili, è stato molto bello! Nessuno di noi però si è subito reso conto che avevano organizzato tutto per noi, o almeno, così è stato per me.



Subito dopo siamo saliti su un pullman che ci ha portato in un paese di nome Valle de Angeles dove c'era il nostro Hotel.
Il viaggio è stato molto bello perché era tutto nuovo per noi ed eravamo tutti attaccati al finestrino dicendo "Oh guarda quello! Che bello questo! Oooooh!"... eravamo come bambini che vedono per la prima volta il mondo e vogliono sapere tutto quello che succede lì intorno!



Una volta arrivati a Valle de Angeles, nell'Hotel, siamo rimasti tutti stupiti perché era veramente stupendo e molto tipico, a partire dall'architettura fino a ragni grossi come una mano sugli alberi... tutto normale insomma!





In questo Hotel ci siamo stati 2 giorni e 3 notti, perché l'ultimo giorno, alla mattina presto, abbiamo preso il pullman.
Direzione: San Pedro Sula.

In Hotel abbiamo fatto alcuni giochi, attività e riunioni organizzati dai volontari di AFS Honduras, è stato molto bello e noi italiani abbiamo avuto l'occasione di conoscerci meglio e confrontare un po' le nostre opinioni e aspettative, è stato molto utile! Il secondo giorno i volontari ci hanno portato a vedere la città e per la prima volta abbiamo potuto ammirare più da vicino le strade, le case, le persone e soprattutto lo spagnolo, per la prima volta abbiamo sentito le persone parlare lo spagnolo in modo talmente veloce da non capirci nulla!
È stato tutto molto bello anche se eravamo tutti stanchissimi!




Ci sono volute altre 5 ore per arrivare a San Pedro perché abbiamo fatto prima una tappa a Comayagua e poi una a Siguatepeque... una volta a San Pedro, 10 di noi hanno incontrato la loro famiglia ospitante... e tra questi c'ero anche io! Lì ho incontrato il padre ospitante della famiglia definitiva qui in Honduras e fuori c'era anche la moglie e i due bambini. 
E ora comincia la vera avventura: avete presente quando a Pechino Express (o anche nei documentari) si vedono le persone che stanno in piedi sul retro dei Pickup? Ecco ciò che ho fatto io per 3 ore nella tratta San Pedro Sula - Santa Rosa de Copan! Niente di cui preoccuparsi apparte il fatto che mi sono bruciata faccia e braccia da tanto picchiava forte il sole... il mio primo giorno qui e già sono abbronzata, quando tornerò a casa non mi riconosceranno nemmeno più!

P.s. Il nostro motto per tutta la durata del viaggio è stato "Italians do it better"!
P.p.s. Mentre stavo scrivendo tutto questo, due mie compagne di classe mi hanno scritto e mi hanno anche aggiunto al gruppo Whatsapp della classe, non avete idea dell'ansia che ho ora ahahaha
P.p.p.s. Scusatemi se ho fatto qualche errore grammaticale ma ho già molta confusione in testa, a volte parlo italiano con la famiglia qui e a volte parlo spagnolo quando sono al telefono con i miei genitori/amici, sono già parecchio confusa!

Drown - Leo
https://m.youtube.com/watch?v=PMe8OorqFsU

"Capita a tutti di sentirsi diversi in un modo o nell’altro, ma andiamo tutti nello stesso posto, solo che per arrivarci prendiamo strade diverse…"