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domenica 3 settembre 2017

Io ce l'ho fatta, e tu cosa aspetti?

Una sfida. Così è nata l'idea di partire. Bisogna sempre porsi delle sfide nella vita. Quelle cose che se vanno male ti regalano esperienza e che se vanno bene... beh se vanno bene ti regalano, come in questo caso, un anno di vita bellissima. Una di quelle cose di cui andrai sempre fiera. Indossare l'uniforme per andare a scuola. Parlare con i tuoi compagni di classe ed i professori e sentirti come a casa. Comprare un vestito lungo per la prom. "Imbucarti" alla festa di una quinceañera e vedere tutte quelle tradizioni tramandate da madre a figlia. Partecipare al "desfile" per il giorno dell'indipendenza e vedere negli occhi degli hondureñi un orgoglio indescrivibile per la loro amata patria Honduras. Camminare per strada ed inciampare in qualche sasso perché si sa che ormai le strade acciottolate non sono molto comode su cui camminare. Vedere bambini giocare per strada a calcio e quelle vecchiette sedute sul marciapiede che li guardano e con le loro ceste vendono la frutta della stagione. Mangiare la baleada, ma anche quella buonissima frutta tropicale che noi solo possiamo sognare. Dal mango all'ananas, dai licha ai nance, dal maracuya all'avocado. E poi ci sono quei traguardi che ti fanno veramente pensare "Ce l'ho fatta, sono fiera di me". A partire dalle cose piccole: quando senti parlare una persona anziana mentre parla in un dialetto tutto suo e finalmente la riesci a capire, quando inizi a sognare e pensare in una lingua che non è la tua ma presto lo diventerà, quando prepari finalmente un piatto tipico italiano e ti dicono "questa è la vera cucina italiana? Mi porti con te?" o quando alla fine della tua esperienza qualcuno magari viene da te, ti abbraccia e ti dice "Non andare via, resta qui con me". E tu glielo dirai, mi piacerebbe restare qui con te, ed è vero. Perché quando parti, quando fai questa esperienza, che tu voglia o no, una parte di te ci resterà sempre. E allora torni a quella che prima chiamavi casa, ma con un'altra casa, un'altra famiglia, molti altri amici ed una nuova vita.
E allora lo dici: Ce l'ho fatta, sono fiera di me.

giovedì 6 luglio 2017

"This is not the end of me, this is the beginning."

Prima ancora di parlarvi di come è stato il ritorno, vorrei dirvi cosa ho fatto nei miei ultimi giorni in Honduras. In particolare vorrei parlarvi di un paio di cose che ho fatto:

1. Sono andata a fare Canopy alla Campa (Gracias), praticamente ho attraversato il vuoto attaccata ad un filo per ben 6 volte... e una di queste l'ho fatta a circa 350 m di altezza: il più alto del Centroamerica.



2. Sabato 1 Luglio ho avuto il piacere di partecipare ad una cosa che si fa solo una volta nella vita e che noi italiani solo sognamo: la Graduation. Ovvero la consegna del diploma con toga e poi con vestito da sera stile "ballo di fine anno". Una delle esperienze più belle della mia vita.







3. Domenica 2 Luglio a -2 giorni dalla partenza da Santa Rosa, tutti i miei amici mi hanno organizzato una festa a sorpresa con tanto di discorsi al microfono, musica reggeaton e tuffo in piscina tutti vestiti.


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La prima volta che avevo scritto un vero post sull’inizio di questa splendida esperienza era stato il 17 di agosto 2016, esattamente 320 giorni fa. Oggi è il 6 di luglio.

Ero su un aereo, proprio come ora. L’unica “piccola” differenza è che in quel articolo parlavo di quanto era difficile lasciare la propria famiglia, i propri amici, tutta la vita che con molta fatica ti sei costruita in 17 anni. Parlavo delle emozioni, della paura ma della curiosità ancora più forte. Ora invece sono su un aereo che mi porterà lontano da quella vita che con ancora più fatica ed indipendenza mi sono costruita in 320 giorni.

Quella nuova vita che mi ha fatto veramente sudare, che mi ha fatto capire quali sono le cose importanti, mi ha insegnato chi sono le persone su cui posso contare veramente. Quella vita che mi ha dato molti problemi ma anche molte soddisfazioni. Imparare una nuova lingua, andare in una nuova scuola, farmi dei nuovi amici, vivere in una famiglia con una cultura completamente diversa, trovare amici veri, trovare un fidanzato, trovare tutte quelle persone che alla fine di questo anno si sono rivelate essere molto preziose e soprattutto hanno dimostrato di volermi bene veramente.

Nei giorni prima di andarmene, tutte le persone a cui volevo bene in Honduras mi scrivevano e mi dicevano molto spesso “per favore non dimenticarmi”. Sembra quasi ironica la cosa. Come potrei dimenticarmi di loro? Come potrei dimenticare tutto ciò che da sola ho raggiunto in questo periodo? Come potrei dimenticarmi di tutte quelle persone che hanno reso tutto ciò indimenticabile?
Sarò sincera, il mio fidanzato mi ha accompagnato fino a Tegucigalpa e poi in aeroporto perché la mia famiglia hondureña non poteva. Ma devo dire che è stata la cosa più difficile di tutte. Gli addii in aeroporto ho sempre saputo fossero difficili… ma qui si è decisamente superata la cosa. Ho passato due ore e dico due ore, piangendo come una disperata… perché anche se sai che continuerai a sentire tutte le persone a cui tieni per messaggio e per videochiamata, ci sarà sempre quella parte di te che penserà “potrei non rivederlo mai più, potrebbe essere l’ultima volta che gli do un abbraccio, potrebbe essere l’ultima volta.”
E non importa cosa ti dicano, tutti quanti improvvisamente diranno di volerti venire a trovare in Italia ma la verità la sappiamo bene tutti. Ben pochi poi lo faranno veramente.
Se state vivendo ciò che vivo io mi capirete, ma se dovete ancora partire e lo pensate sia qualcosa di difficile… pensate sempre a questa domanda:
E’ più difficile lasciare la vita che ti sei costruita in 17 anni per poi tornare dopo un anno o è più difficile lasciare la vita che ti sei costruita in un anno sapendo che probabilmente non tornerai a viverla mai più?

“This is not the end of me, this is the beginning”

I believe – Christina Perri

venerdì 23 giugno 2017

Gli ultimi mesi vissuti al massimo

Mentre decidevo di cosa volevo parlare in questo post, ero combattuta tra due temi che mi stanno molto a cuore. Le opzioni erano: parlare di come mi sento, di come ci si sente a essere a -12 giorni dalla partenza. Delle ultime difficoltà, delle paure e delle emozioni che caratterizzano questi momenti. Mentre l'altra opzione era parlare di tutto ciò che ho vissuto in questi ultimi mesi, a partire dai primi di Aprile fino ad ora, perché di cose ne sono successe veramente tante... e alla fine ho optato per quest'ultima... un ultimo scorcio di vita da exchange in Honduras.

Dopo aver pubblicato il nostro libro De Donde Venga la Inspiración, ne abbiamo stampate circa 600 copie e le abbiamo distribuite in quasi tutte le scuole ed università della città.

Queste sono le foto della presentazione del libro che abbiamo fatto dentro la mia scuola.



Mentre qui siamo io ed alcuni dei miei compagni che rispondiamo a domande sul libro nell'Università Cattolica di Santa Rosa de Copán.




Dal 10 fino al 17 di Aprile sono rimasta a casa da scuola perché era la Settimana Santa. Ovvero quella prima di Pasqua. Il giorno di Pasqua in sé non è quello che si festeggia. Si festeggia molto di più il venerdì santo con la cosiddetta Via Crucis fatta con i "tappeti" decorati lungo la strada principale come potete vedere di seguito.







Il 21 di Aprile io ed i miei compagni di classe abbiamo festeggiato il nostro Skip Day. Ovvero, si salta un giorno di scuola tutti insieme per andare a fare qualcosa insieme e noi siamo andati a mangiare la pizza e poi siamo usciti insieme.


Lo stesso giorno sono partita con una mia compagna di classe per andare nella casa dove lei era nata e cresciuta con la sua famiglia a San Marcos de Ocotepeque. Sono rimasta lì 3 giorni perché proprio quel fine di settimana lì c'era la "fiera" della città con tanto di bancarelle, feste, fuochi d'artificio e giostre.



La settimana dal 24 al 30 di Aprile a Santa Rosa si festeggiava la Expo Copán. Nel centro di Santa Rosa si potevano sempre trovare bancarelle con i prodotti tipici della regione, c'erano sempre attività di giorno e feste o concerti di notte. Il 30, alla sera, ho partecipato alla festa a sorpresa organizzata per il diciottesimo di Betta e mi sono divertita molto, oltre a conoscere molte persone nuove.


Il 4 e 5 di Maggio nella mia scuola si è svolto un evento molto importante per cui ci preparavamo da mesi: la Science Fair. Ovvero la fiera della scienza. Ognuno di noi partecipava portando un progetto. C'erano reazioni chimiche, progetti di riciclo, prodotti per particolari trattamenti, o per esempio... il mio progetto: Gardening without soil. Un progetto idroponico che dimostra che le piante possono crescere anche senza un terreno solido e che i nutrienti glieli può procurare anche solo l'acqua. Un progetto che a mia grande sorpresa, ha vinto il secondo posto nel mio livello!



Il 12 di Maggio abbiamo celebrato il giorno della Madre a scuola. Per l'occasione abbiamo cantato una canzone inedita scritta da un mio compagno e c'erano tutte le mamme dei miei compagni che alla fine della canzone erano in piedi applaudendo e piangendo...



Il 20 di Maggio abbiamo festeggiato il Family Day a scuola. C'era chi si occupava del cibo, chi dei giochi ed attività per i bambini e poi c'ero io... che mi sono incaricata di fare tutto il giorno foto alle famigliole che arrivavano.


Lo stesso giorno ma alla sera invece, sono andata a vedere la Noche de Gala organizzata dai ragazzi di decimo grado... è stato molto bello, c'erano varie opere artistiche esposte. Fotografi, pittori ma anche cantanti e gruppi musicali del territorio.



Il 22 di Maggio è stato il mio ultimo giorno di scuola. La mattina presto durante l'assemblea mattiniera mi è toccato (in quanto Senior) fare un discorso davanti a tutta la scuola in cui ho ringraziato tutti per la bellissima esperienza e per aver reso la scuola un bel posto in cui andare... per ringraziare anche la scuola, ho lasciato una bandiera italiana con la mia firma... nella speranza che gli exchange students che verranno dopo di me seguiranno la tradizione. E come avevo sempre promesso ai miei professori e compagni, in occasione dell'ultimo giorno di scuola ho portato anche della pizza fatta da me da far provare a tutti quanti.


A partire dal 23, sono andata qualche giorno a San Pedro a vedere un'amico che non vedevo da molto tempo e ho avuto l'opportunità così di andare al cinema, di andare a mangiare Sushi, di andare in alcuni ristoranti nella città molto conosciuti nel Paese e di cui io nemmeno sapevo l'esistenza, di andare a comprare e cucinare la vera pasta italiana con tanto di sugo e pasta Barilla.

Il 28 di Maggio il mio fratellino italiano Luca ha fatto la Comunione e anche se me la sono persa, mi è piaciuto vedere le foto mentre festeggiavano e capire che anche lui è cresciuto mentre io ero via...


Il 2 di Giugno ho avuto di partecipare al Wax Museum della mia scuola. Il museo delle cere, in cui io ed i miei compagni interpretavamo ognuno il proprio personaggio del nostro libro. E così io sono diventata, per un giorno, Giulia. La protagonista della mia storia.



Dal 5 al 7 di Giugno ho partecipato all'ultima orientazione AFS a Valle de Angeles. Mi è piaciuto molto perchè abbiamo avuto tutti modo di confrontarci sull'esperienza svolta e sul fatto che tra pochissimo dovremo tornare e per nessuno sarà una cosa molto facile.






L'8 di Giugno sono andata a scuola per assistere alla "Giuramentazione" dei miei compagni di classe... ovvero la cerimonia che li ha fatti ufficialmente uscire dalla scuola... ora li aspetta l'università e sono proprio molto orgogliosa di loro.


Alla fine della cerimonia ho avuto anche il piacere di sentire un mio compagno di classe cantare una canzone che aveva scritto per noi parlando anche di ognuno di noi e delle nostre caratteristiche. Ad un certo punto arriva anche la mia parte e dice "y la que sigue es la más inteligente, mi hermana que viene desde otro continente, tu me enseñaste que no hay límites en esta vida, solo horizontes que hay que vivir día con día" (traduzione: La prossima è la più intelligente, mia sorella che viene da un altro continente, tu mi hai insegnato che non ci sono limiti in questa vita, solo orizzonti che devi vivere giorno dopo giorno).
P.s. Molto presto registreremo un video per la canzone e lo metteremo su youtube, appena sarà disponibile vi metterò qui il link.

Dal 9 al 15 di Giugno ho fatto una delle vacanze più belle della mia vita. Sono andata una settimana con la mia migliore amica italo-hondureña Betta a Utila. Un'isola dell'Honduras nel Mar dei Caraibi. Un vero paradiso terrestre in cui ho lasciato veramente il cuore.










Il 16 di Giugno, appena tornata dalla vacanza, ho dovuto mettere la mia uniforme di gala della scuola per andare a partecipare alla seconda ronda regionale delle Olimpiadi di Matematica. Nella prima ronda mi ero classificata 6 di 12. Ma in questa, di 12 partecipanti del mio livello, solo 3 passeranno alle nazionali. E per quanto mi possano essere andate bene, non credo proprio che sarò io una delle 3!



Oggi è il 23 di Giugno, il 5 di Luglio avrò un volo con partenza Tegucigalpa e destinazione finale Milano... da qua alla partenza spero che mi aspettino molte altre avventure ed esperienze perché non si finisce mai di imparare e spero che possano essere le ultime settimane migliori di sempre. Non sono pronta a lasciare tutto ma sono pronta per affrontare tutto ciò che mi aspetta! A presto!

lunedì 21 novembre 2016

Differenze culturali Italia-Honduras

In occasione del mio 3o mese in Honduras, voglio parlare della cultura, in particolare delle differenze tra la mia cultura italiana e quella hondureña!

- Non sanno usare il clacson perché lo usano veramente troppo! Qualsiasi cosa capiti mentre loro sono alla guida, lo suonano!
- Sempre riguardante l’auto, non sanno usare i fanali di notte, passano tutto il tempo ad abbagliarsi l’un l’altro e a “sfanalarsi”, neanche ci fossero 30 posti di blocco da segnalare!
- Le strade, oddio, quanto mi manca andare in macchina o in bus senza sbattere la testa da qualche parte ogni 3 per 2 per via delle strade distrutte, sempre che si possano chiamare strade.
- Se le strade sono messe male, i marciapiedi di certo non sono molto meglio, sono completamente distrutti e possono essere alti anche un metro.
- Ogni casa, povera o ricca che sia, è dotata di una “pila” all’esterno della casa. Una Pila è una specie di “lavanderia” dotata di una vasca e una zona più alta e piana, dove lavare i panni con il sapone, come si faceva una volta anche in Italia…
- Le tubature delle case sono piccole, quindi è molto facile che si intasino, ciò significa che non si può buttare la carta igienica nel servizio (ho cercato di dirlo nel modo più fine possibile).
- Non è assolutamente scontato che la casa sia dotata di acqua calda, non tutti se lo possono permettere.
- Sempre parlando di acqua, se mai andrete in un Paese del Centroamerica, mi raccomando, se vi lavate i denti con l’acqua del rubinetto, almeno non bevetela, perché non è potabile! Al massimo passerete qualche giorno in bagno (capite cosa intendo vero?).
- L’acqua potabile, non viene venduta in normali bottiglie, ma in bottiglioni da 20 o più litri (non so quanti litri ci siano dentro, ma sono veramente grossi, come quelli che si mettono negli uffici con il distributore d’acqua e i bicchieri di plastica, il bottiglione è proprio quello).
- Non posso parlare per tutto l’Honduras, ma qui a Santa Rosa, è mooolto facile che vada via la luce.
- La maggior parte delle famiglie sono molto credenti
- Anche se non tutti sono molto credenti o praticano spesso, questa cosa influenza molto la loro cultura generale, per esempio se chiederete “Como estas?” la maggior parte risponderà “Bien, gracias a Dios”.
- Anche se non tutti sono religiosi, TUTTI rispettano la religione dando comunque l’esistenza di Dio come una cosa certa, nessuno la mette in dubbio. Per questo motivo, se si viene in questo Paese bisogna stare molto attenti a dire che si è atei perché alcuni potrebbero avere la mente aperta, ma molti altri no e potrebbero trattarvi male o fare una sorta di discriminazione.
- La stessa cosa vale per il discorso dell’omosessualità, essendo molto religiosi e molto tradizionali non sono molto di mente aperta oppure se ne escono con frasi tipo “non sono contro i gay, sono contro la condotta gay” che a mio modesto parere non ha un cavolo di senso.
- Secondo loro gli adolescenti europei hanno troppe libertà e tendono ad infrangere le regole… e devo dire che per alcuni lati hanno ragione, io in Italia ero abituata a fare un po’ come volevo, se volevo uscire bastava chiamare i miei e dire “veh che non torno a casa oggi pomeriggio” ed andava tutto bene. Qui invece bisogna chiedere il permesso e la maggior parte delle volte mi lasciano uscire, ma questo solo perché vivo in una piccola città tranquilla e sicura, ci sono altre città più pericolose in cui è meglio uscire accompagnati o non dopo un certo orario. Per la cosa dell’infrangere le regole invece, credo che gli hondureñi siano gli ultimi a potersi esprimere in merito.
- C’è una diversa concezione di ricchi e poveri perché non esiste la classe media. Per questo motivo la differenza tra le due “classi” si vede moltissimo.
- Sono fissatissimi con High School Musical!
- Si ascolta soprattutto reggeaton e a volte anche la punta (tipo di musica e ballo tipico hondureño).
- Qualsiasi scusa è valida per festeggiare, e ovviamente, se si fa festa si deve anche andare a ballare!
- Condividono molto le cose, che siano oggetti o la merenda a scuola.
- Il compleanno più importante non è il 18esimo ma bensì il 15esimo, con la cosiddetta “quinceniera” che è una festa pari quasi ad un matrimonio. La festeggiata per l’occasione comincia a preparare tutto quasi sei mesi prima, organizzando tutto e parlando con i genitori. Per non parlare delle “sessioni di foto pre-festa” e del vestito spettacolare!
- Nonostante i 15 anni siano i più festeggiati, la maggiore età si raggiunge ai 18, così come in Italia. Anche la patente si può prendere legalmente a 18 anni, ma ho conosciuto molti ragazzi di 16/17 che hanno già una loro auto e guidano indisturbati per le vie della città. Tanto se li ferma la polizia, come dicono loro, con 200 lempiras (8 euro) li puoi corrompere.
- Per strada può capitare di incontrare qualche matto che ha perso la ragione e parla da solo. Per non parlare di quelli che quando passi di fianco ti fischiano e ti mandano baci. Se succedesse non fateci caso, nel più dei casi sono innocui.
- Se ti vedono per strada e capiscono che sei un turista, quasi sempre ti chiederanno se sei statunitense. Gli europei sono un “miraggio”.
- Per loro gli europei sono tutti caratterialmente freddi e si vestono sempre eleganti, con vestiti abbinati e “se la tirano” (scusate ma non trovavo il termine in vero italiano!).
- Le macchine più usate sono quelle grosse come i fuoristrada. Nel 90% dei casi saranno anche dotate di una paila ovvero la “cassona” dietro.
- Salire sulla paila anche in 10, è assolutamente normalissimo.
- Le cinture di sicurezza sono obbligatorie solo per i passeggeri davanti e comunque sia nessuno le mette.
- Se vivi una famiglia benestante, TUTTI avranno almeno un cellulare (iPhone ovviamente, per sembrare più ricchi) e probabilmente anche qualche iPad o Computer… e quando dico tutti, intendo che pure la nipotina di 5 anni avrà un iPad…
- Ogni famiglia ricca o che comunque sta economicamente bene, avrà almeno una “trabajadora”, ovvero una sorta di domestica che vive lì o in una depandance lì vicino che farà tutti i lavori in casa come pulire, cucinare, andare ad aprire la porta, fare le trecce alle bambine (se ci sono), cucire, lavare i panni e molto altro. Probabilmente vivrà lì 24 h su 24, e se le andrà bene avrà il fine settimana libero. Nel peggiore dei casi nemmeno quello. Ah e spesso è una ragazza “del popolo”, ciò significa che è povera e probabilmente avrà fatto l’equivalente della nostra 5° elementare (se va bene, se no nemmeno quello).
- C’è un alto tasso di analfabetizzazione
- Esiste un programma per chi fa l’ultimo anno di scuola per cui, se l’alunno vuole graduarsi, deve alfabetizzare 2 persone nel corso dell’anno.
- L’anno prossimo, quando l’alfabetizzazione non sarà più obbligatoria, si dovranno comunque fare 3 progetti che riguarderanno la società, le infrastrutture e l’ambiente (per esempio andare in un ricovero anziani, aiutare a migliorare l’infrastruttura di una scuola materna e piantare degli alberi).
- Nello spagnolo del centro-sud America si utilizza "usted" (=Lei) e "vos" (=tu), si da del Lei a qualsiasi persona a cui bisogna portare rispetto e anche quando non si ha molta confidenza.
- Ho visto molti ragazzi, sia della mia eta' che piu' piccoli, dare del Lei a tutti i parenti inclusi i genitori.
- Con i professori si ha un rapporto piu confidenziale nonostante le formalita' linguistiche, si scherza molto e vengono trattati quasi come degli amici.
- Essendo un Paese piccolo e in via di sviluppo, le universita' sono poche e sono quasi tutte nelle citta' piu' grandi come San Pedro e Tegucigalpa, percio' tutti i 17enni che finiscono il "colegio" e vogliono continuare gli studi, si trasferiscono in altre citta' per poter frequentare l'universita'.
- Secondo me gli adolescenti hondureñi sono molto infantili, ma questo credo che dipenda anche dal fatto che non hanno molte liberta' e dipendono molto dai loro genitori.
- Nonostante siano infantili hanno un'idea dell'amore e del fidanzamento piu' serio.
- Ci sono molti bambini poveri che per guadagnare qualche soldo vanno in giro per le strade a vendere dei prodotti come dolci, frutta o addirittura medicinali.
- Per le strade si possono incontrare persone che vendono la propria frutta con delle ceste.
- Ci sono molti cani randagi e a volte si possono vedere anche dei "cavalli randagi" che vanno in mezzo alla strada e per la citta'.
- Ci sono moltissime persone che non hanno nessun rispetto della natura, per molti e' normalissimo buttare sempre tutto a terra, anche dal finestrino della macchina.

P.s. Una cosa in comune con l’Italia c’è però. Entrambe non sopportano il proprio governo e tutti definiscono i politici dei corrotti. In fondo in fondo non siamo così diversi.

P.p.s. Le differenze sul cibo le farò in un altro post, perché meritano decisamente di essere lette e capite a parte!

P.p.p.s. Questo post lo manterro' sempre aggiornato con le altre differenze che mi verranno in mente perche' sono veramente molte e non si finisce mai di imparare.

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è."

Soy yo - Bomba Estéreo

sabato 22 ottobre 2016

+60 e tante nuove avventure

Si si scusate, sono consapevole che avrei dovuto scrivere di più e più spesso, ma ho avuto 3 settimane di esami e una settimana veramente piena... Nel frattempo sono passati anche i fatidici 2 mesi... il tempo passa così velocemente che non riesco nemmeno a rendermene conto! Ma oggi non parlerò di quotidianità o di come sto. Oggi parlerò di tutte le cose che ho visto in questi 60 giorni, i luoghi nuovi che ho visitato e un po' di quello che ho fatto:

Venerdì 2 Settembre: abbiamo festeggiato il 21° anniversario della scuola


Domenica 4 Settembre: sono andata a vedere il mio primo rodeo, devo dire che me lo ero immaginata diversamente perché è durato moltissimo tempo e la maggior parte c'era solo un gruppo che suonava e cantava però quando cavalcavano i tori facevano veramente paura, tutto il pubblico rimaneva con il fiato sospeso per qualche secondo e, almeno a me, questa cosa mi ha messo parecchia ansia!



Venerdì 9 Settembre: abbiamo festeggiato il Dìa del niño a scuola (anche se in realtà è il 10), noi Seniors abbiamo organizzato moltissimi giochi per i bambini di tutte le età e la scuola ha chiamato un pagliaccio per l'occasione.


Giovedì 15 Settembre: ho partecipato al "Desfile de la fiesta patria" ovvero una sfilata di tutte le scuole per le vie della città e i giorni precedenti è stato un continuo esercitarsi per fare bene la marcia, tutto questo in occasione del giorno dell'Indipendenza... altro che patriottismo...



Venerdì 16 Settembre: sono andata a "las Termas del Rìo" ovvero una serie di piscine alimentate da acqua calda naturale, ben diverse dalla nostra concezione di Terme



Sabato 17 Settembre: Siamo andati a Gracias, una città ad un'ora da qua, dove ho visitato la piazza centrale (dove c'era la statua del Lempira, da cui prende il nome la moneta), la cattedrale, il Forte di San Cristobal e una mostra di quadri al suo interno.





Giovedì 6 Ottobre: Siamo andate a vedere la Finca Sant'Elena (dove la mia host-mom lavora due volte a settimana). Una "finca" è una piantagione di caffè con anche dei capannoni dove vengono tostati e lavorati i chicchi di caffè, inoltre li c'era anche un ristorante, delle specie di baite che fanno da stanze d'hotel, una piscina e un campo da pallavolo per gli ospiti. Mi è piaciuto veramente molto perché era un luogo estremamente tranquillo, ordinato e colorato. Con un giardino da fare veramente invidia! Al ritorno abbiamo visto anche un "arcohiris" (arcobaleno)!





Venerdì 7 Ottobre: Alla mattina siamo andati in un luogo sperduto della foresta dove c'era una piccola casettina dove vendevano i "pilones" ovvero ghiaccioli fatti in casa (c'erano al cocco, mora, aguacate e mango), dopo invece siamo andati a trovare alcuni amici di famiglia che abitano in un posto chiamato la "montañita" dove gestiscono una piscina e un bar. Parlando con una donna che era lì (scusate ma ho decisamente dei problemi a ricordarmi tutti i nomi!) siamo arrivate all'argomento "come funziona AFS" e quando le ho spiegato che tra tutti i Paesi che potevo mettere nella lista, avevo scelto proprio l'Honduras, mi ha guardato stupita e mi ha detto "Grazie, non te ne pentirai, grazie per averci dato questa opportunità"...devo dire che sono rimasta un'attimo perplessa da questa reazione, ma poi gliene sono stata grata perché mi ha fatto riflettere.





Sabato 8 Ottobre: Sono andata a fare un giro per negozi tutta la mattina, ho potuto vedere più o meno i prezzi che ci sono qui e ho scoperto anche che i jeans più belli sono quelli colombiani. Alla sera siamo andati ad un compleanno di non so che parente ed è proprio vero, qui ogni scusa è buona per festeggiare! Era un compleanno normale (non i 50 o 40...) e c'erano i "mariachi" a suonare, il catering con cibo e camerieri e una cinquantina di invitati...

Domenica 9 Ottobre: E' stata la giornata più belle di tutte, sono andata a vedere Copan Ruinas con la famiglia. Copan Ruinas è un sito archeologico con le rovine dei Maya ed è veramente spettacolare, pieno di storia e se vogliamo anche "magia". Nella prima parte del sito archeologico c'è una bosco con le "guaras" (pappagalli) che ti passano sopra la testa, dopodiché si possono vedere le statue e i resti dei Maya. Veramente bello e per fortuna ci tornerò anche a gennaio con gli altri compagni di viaggio di AFS!







Al pomeriggio poi siamo andati nella città di Copan, nella Casa del Cioccolato e del Caffè!


Se vi state chiedendo perché sono andata in giro 4 giorni di seguito, era perché era il cosiddetto Feriado Morazanico, ovvero una festa tradizionale hondureña in cui la maggior parte delle famiglie ne approfitta per fare una piccola vacanza di 5 giorni e staccare un po' dalla routine. E la mia famiglia hondureña per fortuna ha deciso di rendere questa vacanza tutt'altro che noiosa e monotona!

Giovedì 13 Ottobre: mi è arrivata la mia stupenda maglia dei Seniors personalizzata!


Venerdì 14 Ottobre: sono andata con i miei compagni in una specie di ricovero per anziani gestito da suore, dove abbiamo portato cibo, bevande, dolci, musica e divertimento. Ho visto distruggere una piñata per la prima volta e la cosa più divertente è che sono stati proprio gli anziani a farlo! Tutti contenti l'hanno distrutta e hanno mangiato anche i dolci all'interno!



Venerdì 21 Ottobre: abbiamo festeggiato il Festival Tipico Catracho (= un altro modo per dire Hondureño) a scuola. Ad ogni classe veniva assegnata una zona dell'Honduras e dovevano allestire una postazione in cui vendere il cibo tipico di quella zona. A noi è capitata la zona insulare, cioè le Isole della Baia. La nostra postazione era decorata con foglie di palma, cocco, trucioli di legno per la sabbia e ci siamo vestiti come per andare in spiaggia. Il nostro cibo tipico era "ceviche" (piatto a base di pesce), cocktail di frutta e acqua di cocco.






Barco de Tarsis - Olvidalo

"La cattiva notizia è che il tempo vola.
La buona notizia è che sei il pilota."