martedì 20 settembre 2016

1/11 di esperienza vissuta🌎

Un mese, 4 settimane, 30 giorni... sono passati così in fretta che non me ne sono nemmeno accorta...
Quando si viene catapultati in un altro Paese con un'altra cultura, un'altra lingua e soprattutto altre abitudini, si è sommersi di cose nuove, da capire e imparare.

L'Honduras è così diverso dall'Italia... ma nonostante questo, tutto ciò che all'inizio trovavo strano, ora inizia ad essere normale, quasi mio.
Mi sono abituata alle strade distrutte, ai colori vivaci delle case, all'allegria che c'è nell'aria durante i "desfile", al ritmo della banda, al reggeaton, al suono dello spagnolo che sembrava così strano i primi giorni e sì, mi sono anche abituata a lavare i miei vestiti da sola con la cosiddetta "pila".
Ora ho imparato ad apprezzare la scuola, a considerarla come ad un momento di ritrovo e non ad una prigione. 
Ho mangiato baleadas, gringas, frijoles, ticucos, pupusas e chi più ne ha più ne metta, non tutti i piatti hondureñi mi sono piaciuti, ma li ho provati quasi tutti come è giusto che sia.
Ho creato una mia quotidianità formata da sveglia alle 6 e colazione salata, scuola fino alle 14, pomeriggio con compiti e qualche uscita, cena alle 18 e tornare a dormire alle 22.
Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei veramente abituata ad andare a letto presto?! 
Eppure è così, bisogna adeguarsi e apprezzare ciò che si ha.


Il mio trentesimo giorno qui è pieno di riflessioni, pian piano sto realizzando di essere veramente a 10.000 km da casa, come a molti altri exchange students, questo mese è volato, portandosi via tutte le vecchie aspettative.
All'inizio la mia principale aspettativa era quella di trovarmi talmente bene con la nuova famiglia da considerare questo posto subito casa, ma così non è stato, anche se qui sto bene sento che manca qualcosa, e perciò "casa" rimane ancora quel luogo che ora sembra irraggiungibile.
Credevo anche che sarei cambiata, che il mio carattere sarebbe improvvisamente cambiato drasticamente, ma non è possibile, non si può di certo cambiare completamente da un giorno all'altro. E perciò rimango sempre la solita noiosa ragazza timida che prima di fare un passo deve guardarsi intorno e capire se è veramente la cosa giusta da fare.
Poi però mi dico che qualcosa deve essere cambiato perché la me stessa di qualche anno fa non avrebbe mai fatto un passo importante come questo e soprattutto ora non sarebbe qui...

Scegliere di mollare tutto e tutti per partire e fare un'esperienza come questa non è facile, ci si aspetta sempre che sia tutto rose e fiori ma a volte non è così. Ogni minimo problema è ingigantito dal fatto che dovrai affrontarlo da solo.

Nel bene o nel male comunque penso che questa sia stata la scelta giusta da fare, tutti dovrebbero fare questa esperienza, ti mostra nuovi orizzonti, ti fa vedere il mondo in modo diverso, ti fa capire che ciò a cui eri abituato non è uguale per tutti, che esistono diversi modi di vedere le cose. Spesso ti fa apprezzare ciò che hai lasciato e ti insegna molte altre cose nuove.
Già, un mese è già passato.
1/11 della mia esperienza è già stato vissuto.

Max Pezzali - Non lo so

"Non te ne pentirai.
Se è bene, è meraviglioso.
Se è male, è esperienza."

venerdì 2 settembre 2016

E anche la prima settimana è passata...

Esattamente oggi sono 15 giorni che sono partita e 12 giorni che sono qui a Santa Rosa de Copan...
I primi giorni sono stati molto impegnativi, scuola nuova, compagni di classe nuovi, casa nuova, famiglia composta da sconosciuti e soprattutto una cultura totalmente differente.
Il primo giorno di scuola è stato il più impegnativo, perché non capivo nulla di ciò che stava succedendo ed ero l'unica straniera tra 200 hondureñi... e se ve lo state chiedendo... sì, mi sentivo parecchio osservata!

Mi sono svegliata alle 5:30 (tutta colpa del jetleg ovviamente, di certo io non mi sveglio così presto!) e alle 8 sono andata a scuola insieme alla mia host-sister. È stato un giorno molto particolare perché in quanto primo giorno di scuola avevano organizzato un'assemblea in auditorium con tanto di inno nazionale e preghiera... poi all'improvviso è arrivata una limousine bianca e davanti sono stati posizionati dei fumogeni colorati... e non riuscivo a capire cosa stesse succedendo... dalla limousine sono scesi 4 ragazzi e 6 ragazze, vestiti eleganti come per il PROM (ballo di fine anno per chi non lo sapesse) e sotto gli occhi di tutta la scuola hanno attraversato il tappeto rosso, sono saliti sul palco e si sono presentati...


Ebbene sì, loro sono proprio i miei compagni di classe... panico... e se mi chiamano sul palco cosa cavolo dico?! E non poteva che avverarsi ovviamente... "Seniors ho il piacere di presentarvi la vostra nuova compagna di classe, si chiama Alessia e viene dall'Italia, forza Alessia vieni qui sul palco con me." Ok. Sinceramente? Se avessi potuto mi sarei sotterrata in quel preciso momento... ma non potevo e così sotto gli occhi di tutti sono salita sul palco e ho balbettato le stesse scontatissime parole che avrebbe detto chiunque:
"Mi chiamo Alessia. Vengo dall’Italia. Sono molto felice di poter passare un anno qui.' e poi è stato tutto un "Ehm, sì, piacere di conoscervi, l'uscita di emergenza più vicina? Mi potete prestare un badile così mi scavo la buca da sola? Grazieeee!"

Alla fine di questa bellissima cerimonia certo non poteva mancare il servizio fotografico in cui, molto ovviamente, sono venuta malissimo!
Cos'è che mi avevano detto i miei volontari locali? Ah sì, "abituatevi perché farete moltissime figure di merda." Ok, ora posso dire che avevano senza dubbio ragione.

La prima settimana devo dire che è passata abbastanza in fretta, i compagni di classe sono tutti abbastanza simpatici solo che quando scherzano tra di loro usano un linguaggio più "libero" che non è di certo lo spagnolo che ho imparato io, perciò capisco poco e niente... i professori sono tutti giovani e molto disponibili però quando ho delle lezioni in inglese finisco per fare confusione e mi ritrovo a rispondere prima in spagnolo e poi in inglese... in questo primo periodo mi confondo molto facilmente con le varie lingue. Per non parlare di quando in famiglia mi chiedono delle parole in italiano! Finisco per dire in italiano tutta la frase e non solo la parola... deve essere molto divertente o insopportabile per loro... a seconda di come la si vede ahahaha non so...

Nel mio tempo libero non faccio molto per ora... solo compiti, scrivere, guardare la tv, ascoltare la musica o parlare con la mia famiglia e i miei amici italiani, ma solo se il fuso orario lo permette. Un paio di pomeriggi sono andata con mia sorella ospitante a fare un giro per la città e mi ha spiegato un po' di cose. Abbiamo anche preso un caffè e devo dire che nonostante tutto era anche buono. Questo sabato (27 agosto) invece sono andata con la famiglia e altri parenti a vedere la sfilata dei carri e dei cavalli per le strade di Santa Rosa e devo dire che mi è piaciuto molto perché si vedeva quanto un evento del genere riesca ad unire le persone in una città piccola come questa...



Mentre domenica mi hanno portato al supermercato a prendere quello che mi serviva, ad ordinare l'uniforme in sartoria e a comprare tutto il materiale scolastico. E infine per mezzogiorno mi hanno portato a mangiare la PIZZAAAAA, ok no, non la posso certo chiamare pizza perché sarebbe un insulto alla buonissima pizza italiana... però loro la chiamano così, quindi definiamola una pizza hondureña: domenica ho avuto il "piacere" di assaggiare una pizza 4 stagioni hondureña.


Sinceramente non ricordo tutti gli ingredienti perché probabilmente sarebbe una lista infinita... comunque giusto per rendere l'idea, i cubetti gialli non sono patate ma bensì pezzi di ananas o come la chiamano qui, piña.

Ovviamente per smaltire questa bomba bisognava fare un po' di esercizio... e così siamo andati a "El Cerrito" un luogo/monumento chiamatelo come vi pare, con la bellezza di 105 gradini, che però mi sono sembrati infiniti, e che ovviamente ho fatto tutti d'un fiato!


Però quando si arriva in cima devo dire che c'è anche un po' di soddisfazione sia per la vista che per questo monumento che mi ha decisamente affascinato...


Infine dopo questa terribile fatica dovevamo cenare (qui si cena anche alle 5! Ma non riuscirò mai ad abituarmi) e così siamo andati alla Feria Agostina, una fiera che dura per tutto il mese di agosto e dove ci sono bancarelle con oggetti e con cibo ovviamente...


E questo è tutto... ora vado a dormire perché domani è il 21° anniversario della scuola e non c'è lezione ma si festeggia tutto il giorno al ritmo della banda!
P.s. Inoltre ho scoperto di essere la seconda studentessa più vecchia di tutta la scuola, i miei compagni di classe hanno tutti 16 anni tranne una che ne compie 18 tra poco...

Hasta el amanecer ~ Nicky Jam

"Niente limiti.
Solo orizzonti."