lunedì 3 aprile 2017

-100 giorni, sempre più esperienze...

Perché ogni mio articolo comincia con un "Lo so, dovrei scrivere di più", sono noiosa e monotona ormai? Non lo ripeterò più perché so benissimo pure io che quando posso scrivere, ho tempo, voglia e qualcosa da dire, lo faccio. Sono successe così tante cose che non saprei veramente da cosa cominciare.


Dal 24 al 27 Gennaio ho partecipato all'incontro di metà percorso con tutti gli altri partecipanti di AFS a Copán Ruinas.





E' stato veramente molto bello perché ho avuto la possibilità di confrontarmi con tutti gli altri ragazzi, esprimere idee sulle proprie esperienze, dare e ricevere consigli e soprattutto ho avuto la possibilità di instaurare migliori rapporti anche con altri partecipanti e volontari (con cui ho potuto parlare liberamente e confrontarmi).




Dal 10 al 12 Febbraio ho avuto la possibilità di partecipare ad un ritiro spirituale/campeggio con i miei compagni di classe e alcuni ragazzi Salesiani che ci facevano fare tantissime attività. Mi è piaciuto moltissimo perché ho stretto molto il rapporto con tutti i miei compagni ed ho avuto l'opportunità di conoscerli meglio. E' stato molto bello anche perché tutto era concentrato sul farci riflettere, pensare al futuro, al passato e soprattutto alle decisioni che dobbiamo prendere ora, nel presente. Devo essere sincera, non ho mai pianto così tanto come in questi 3 giorni ma è solo servito a renderla una esperienza ancora più indimenticabile.








Il 18 di Febbraio sono stata invitata ad una delle Quincenieras più importanti dell'anno... non per esagerare, ma veramente, in tutta la scuola non si parlava d'altro. La festeggiata era la mia ex sorella ospitante (si, forse non ve l'ho detto ma a Novembre ho cambiato famiglia). Insomma questa festa è stata super e veramente veramente esagerata, quasi allo stesso livello di un matrimonio se non di più... sono stati invitati tutti i miei compagni di classe e c'erano almeno altre 100 persone. Insomma tutto questo per dire che a parte essermi divertita tantissimo, ho anche sfruttato l'occasione per cambiare look... e ci sono riuscita perché nessuno tra quelli che conosco è riuscito a riconoscermi!




Dal 20 al 24 di Febbraio a scuola abbiamo festeggiato la settimana dello spirito scolastico, Per l'occasione, ogni giorno dovevamo andare a scuola vestiti in una certa maniera. Per esempio un giorno ognuno era vestiti uguale ad un'altra persona (twins day), vestiti fosforescenti (neon day) e un giorno addirittura vestiti in modo pazzo (io ci sono andata in pigiama).

L'11 di Marzo è stata una delle date più importanti che ho attraversato da quando sono arrivata. Il mio compleanno, i fatidici 18 anni. Prima di partire avevo la convinzione che si dovessero festeggiare i 18 in maniera unica ed indimenticabile. Io posso dirli di averli passati in Honduras, lontana dalla mia vecchia vita, in una festa ballando regueton con tutti i miei nuovi amici e compagni di classe. La prova che questo intercambio è servito a me ma anche a loro, è che al momento di farmi il regalo hanno pensato bene di seguire alcune indicazioni che gli avevo detto io su cosa si usa fare in Italia.
La festa per i 18 più bella di sempre, indimenticabile. Senza dimenticare che è stato il compleanno più lungo di sempre per via del fuso orario.


Il 17 di Marzo io ed i miei compagni di classe abbiamo avuto l'onore di presentare ufficialmente il nostro libro. Sì, avete capito bene, abbiamo scritto un libro. Ognuno ha scritto una storia di almeno 10 pagine e poi le abbiamo unite tutte in un solo libro. Il libro si chiama "De Donde Venga la Inspiracion" (Da dove arrivi l'ispirazione) perché sono 11 storie, 11 punti di vista diversi e soprattutto 11 diverse fonti d'ispirazione...




"Nessun limite. Solo orizzonti"
Così si chiama la mia storia. Parla di una ragazza che dalla piccola Santa Rosa de Copán parte e va a fare un anno con Intercultura a Roma, il tutto accompagnato da molte riflessioni, confronti tra le due culture e soprattutto una storia d'amore dal finale inaspettato.




Ho preso molto a cuore questo progetto, al punto che nel processo di correzione del libro, io ero tra quelle che leggevano e correggevano gli errori grammaticali. Questo mi ha aiutato a migliorare la mia comprensione dello spagnolo, la mia ortografia e soprattutto ho avuto la possibilità di imparare molto sui punti di vista dei miei compagni di classe e sulla loro cultura. Siamo stati i primi ragazzi di tutta la città a scrivere un libro, un primato assoluto, un esempio da seguire. Sicuramente è stata un'esperienza indimenticabile, qualcosa che mi lascerà un ricordo stupendo, qualcosa che quando tornerò potrò vantare. Quella cosa in più che ha reso unica e speciale la mia esperienza.



Per maggiori informazioni sul libro, potete guardare la nostra pagina facebook:

Il 19 di Marzo abbiamo festeggiato la festa del papà. Per l'occasione io ed i miei compagni di classe abbiamo intervistato varie persone e montato un video per capire cosa significa essere papà.


Il 26 di Marzo. Mancano esattamente 100 giorni al mio ritorno... non ci posso credere, manca così poco e nemmeno mi rendo conto del tempo che passa. E pensare che a febbraio sono usciti tutti i risultati di AFS. La nuova generazioni di ragazzi che prenderanno il nostro posto, il mio posto, hanno scoperto in quale recondita parte del pianeta verranno mandati. E io non faccio altro che pensare al fatto che sta per finire la mia esperienza. Non parlerò di quanto sono triste all'idea di andarmene, ma vorrei solo far riflettere quelli che hanno paura di partire per questa avventura. Se proprio tu, sí tu che stai leggendo questo, stai per partire e hai paura, pensa: "E' più difficile lasciare la tua vita attuale sapendo che tra 10 mesi tornerai o è più difficile dopo quei 10 mesi, lasciare la tua nuova vita sapendo che probabilmente non tornerai ad averla mai più?" Non voglio spaventarvi, solo riflettete. Ora che sapete che partirete, sarete ancora più in ansia, preoccupati di non farcela o di incontrare dei problemi. Beh io vi dico una cosa, se siete arrivati fino a questo punto, avete passato le selezioni e vi è passata per il cervello anche solo l'idea di andarvene, significa che ce la potete fare. Zaino in spalla e pronti all'avventura, sempre.

Il 31 di Marzo ho avuto l'opportunità di partecipare alle Olimpiadi di Matematica di livello III nelle regionali (Departamento de Copan) rappresentando la mia scuola. Se le passassi, potrei partecipare al secondo turno... il problema è che sarà ad Ottobre e io non ci sarò già più.


Oggi vi lascerò con una citazione direttamente dalla mia storia del libro:
"Abbiamo solo bisogno di capire che andiamo tutti nello stesso posto. Solo che per arrivare, cerchiamo cammini diversi"


The Chainsmokers & Coldplay - Something Just Like This

venerdì 30 dicembre 2016

Mamma, non torno per Natale...

Proprio oggi mi sono fermata a pensare (si a volte anche io penso!), in particolare ho pensato al “famoso” grafico di AFS, tutti gli exchange lo conoscono, è formato da curve alte e curve basse. Ho pensato soprattutto ad una delle curve basse, quella associata al periodo natalizio. Perché giustamente, quando si pensa al Natale (soprattutto per noi italiani!) la prima cosa che ci viene in mente è la famiglia, subito dopo si pensa al cibo però questa è un’altra storia. Per moltissimi degli exchange student questo è il primo anno trascorso lontano dalla famiglia, lontano dalla nonna che ti chiede “e il fidanzatino?” e che ti da minimo 50 euro sottobanco. Lo stress del momento, sommato all’atmosfera natalizia e moltiplicato per la nostalgia molto spesso da come grafico una curva bassa. Questa è la spiegazione generale, quella regola che vale per molti ma non per tutti. Almeno non per me…

Certo che la famiglia mi è mancata, ovvio che avrei voluto mangiare un piatto di anolini, avere tutta la famiglia riunita, cercare qualche argomento di conversazione per evitare la famosa domanda, aprire i regali e fare finta che quelle orribili calze di lana mi piacciano. È ovvio che mi sarebbe mancato il mio solito Natale perché quando vedi le stesse cose per 17 anni e poi cambiano, possono disorientarti un po’. Questo però non significa che mi sia chiusa in camera a piangere come una disperata senza fare nulla. Soprattutto perché ho pensato che, quando ho deciso di andarmene un anno, ho deciso di affrontarne anche le conseguenze.

Forse il fatto che non ho sentito una gran atmosfera natalizia mi ha aiutato, nella casa della mia famiglia ospitante non hanno fatto né albero né nulla. Ma non importa, è comunque un natale diverso dal solito, chi stabilisce che per essere Natale deve esserci un albero, un presepe o le luci?
Partiamo con una premessa: non ho trascorso il Natale con la mia famiglia ospitante perché: 1. Andavano a camminare su per una montagna e io avevo febbre, tosse e raffreddore; 2. Andavano in Guatemala e io non avevo fatto nessuna richiesta di permesso per andarci perché 3. Sono stata informata solo il 23 Dicimbre. Quindi il Natale l’ho passato con la famiglia ospitante dell’altra italiana che è qua con me, Betta, e non avrei potuto chiedere di meglio. Sono sempre a casa loro praticamente, al punto che la madre ospitante di Betta ci considera “le sue figlie italiane”, anche se io preferisco essere considerata più come la cugina italiana.

Qui in Honduras il giorno più importante è il 24 perché si cena e poi si aspetta la mezzanotte per festeggiare. Noi abbiamo passato tutto il pomeriggio del 24 cucinando la pizza (sono uscite ben 7 pizze e l’ultima l’abbiamo mangiata a colazione il 26 dicembre) mentre la nonna della famiglia cucinava riso e maiale al forno. Per “antipasto” invece avevamo già dei tradizionali “tamales” e per dolce le “torrejas” (pan di cannella cotto in padella nell’albume e poi imbevuto di latte. Sembra una schifezza da questa descrizione ma vi giuro che erano buonissime!).

 

Alle 9 abbiamo cenato e la cosa più bella è che abbiamo parlato un po’ spagnolo, un po’ italiano e un po’ inglese perché c’era un’altra ospite, un’amica cinese che parla solo l’inglese e il cinese ovviamente. Finito di cenare siamo andate a comprare i fuochi d’artificio e poco prima della mezzanotte siamo andate sul tetto/terrazza della casa per scoppiarli e per vedere lo spettacolo di tutta la città che si illumina sotto i fuochi d’artificio.

 

È stata una cosa quasi magica. Si vedeva tutta la città illuminata. In qualsiasi parte mi girassi a guardare c’era almeno un fuoco d’artificio e tutto intorno il rumore di petardi. La mezzanotte invece è stata segnata ufficialmente dal rumore assordante della stazione dei pompieri che per tradizione segnalano quando arriva l’ora di iniziare i festeggiamenti. Abbiamo anche acceso e fatto volare una lanterna cinese in cui avevamo scritto i nostri desideri e buoni propositi (in ben 4 lingue diverse).



È stato un Natale diverso dal solito. Ma diverso non è mai sinonimo di sbagliato. Mi è piaciuto.
Ho scoppiato per la prima volta dei fuochi d’artificio (piccoli e legali, tranquilli). Ho avuto l’onore di vedere la mia “zia ospitante” tornare a casa con una bottiglia di vino italiano (e addirittura Lambrusco Emiliano, non uno qualsiasi). Ho fatto un albero di Natale mangiando ananas. Ho mangiato pizza la vigilia di Natale. C’era caldo. Ho passato un Natale con persone che fino a 4 mesi fa neanche sapevo esistessero.
Questa sì che è magia…
"Ricorda: se non riesci a trovare il Natale nel tuo cuore, non potrai trovarlo sicuramente sotto un albero"

Un saluto da moltissimi degli exchange student AFS 2016/2017 da tutto il mondo...
Siamo una grande famiglia💖

lunedì 21 novembre 2016

Differenze culturali Italia-Honduras

In occasione del mio 3o mese in Honduras, voglio parlare della cultura, in particolare delle differenze tra la mia cultura italiana e quella hondureña!

- Non sanno usare il clacson perché lo usano veramente troppo! Qualsiasi cosa capiti mentre loro sono alla guida, lo suonano!
- Sempre riguardante l’auto, non sanno usare i fanali di notte, passano tutto il tempo ad abbagliarsi l’un l’altro e a “sfanalarsi”, neanche ci fossero 30 posti di blocco da segnalare!
- Le strade, oddio, quanto mi manca andare in macchina o in bus senza sbattere la testa da qualche parte ogni 3 per 2 per via delle strade distrutte, sempre che si possano chiamare strade.
- Se le strade sono messe male, i marciapiedi di certo non sono molto meglio, sono completamente distrutti e possono essere alti anche un metro.
- Ogni casa, povera o ricca che sia, è dotata di una “pila” all’esterno della casa. Una Pila è una specie di “lavanderia” dotata di una vasca e una zona più alta e piana, dove lavare i panni con il sapone, come si faceva una volta anche in Italia…
- Le tubature delle case sono piccole, quindi è molto facile che si intasino, ciò significa che non si può buttare la carta igienica nel servizio (ho cercato di dirlo nel modo più fine possibile).
- Non è assolutamente scontato che la casa sia dotata di acqua calda, non tutti se lo possono permettere.
- Sempre parlando di acqua, se mai andrete in un Paese del Centroamerica, mi raccomando, se vi lavate i denti con l’acqua del rubinetto, almeno non bevetela, perché non è potabile! Al massimo passerete qualche giorno in bagno (capite cosa intendo vero?).
- L’acqua potabile, non viene venduta in normali bottiglie, ma in bottiglioni da 20 o più litri (non so quanti litri ci siano dentro, ma sono veramente grossi, come quelli che si mettono negli uffici con il distributore d’acqua e i bicchieri di plastica, il bottiglione è proprio quello).
- Non posso parlare per tutto l’Honduras, ma qui a Santa Rosa, è mooolto facile che vada via la luce.
- La maggior parte delle famiglie sono molto credenti
- Anche se non tutti sono molto credenti o praticano spesso, questa cosa influenza molto la loro cultura generale, per esempio se chiederete “Como estas?” la maggior parte risponderà “Bien, gracias a Dios”.
- Anche se non tutti sono religiosi, TUTTI rispettano la religione dando comunque l’esistenza di Dio come una cosa certa, nessuno la mette in dubbio. Per questo motivo, se si viene in questo Paese bisogna stare molto attenti a dire che si è atei perché alcuni potrebbero avere la mente aperta, ma molti altri no e potrebbero trattarvi male o fare una sorta di discriminazione.
- La stessa cosa vale per il discorso dell’omosessualità, essendo molto religiosi e molto tradizionali non sono molto di mente aperta oppure se ne escono con frasi tipo “non sono contro i gay, sono contro la condotta gay” che a mio modesto parere non ha un cavolo di senso.
- Secondo loro gli adolescenti europei hanno troppe libertà e tendono ad infrangere le regole… e devo dire che per alcuni lati hanno ragione, io in Italia ero abituata a fare un po’ come volevo, se volevo uscire bastava chiamare i miei e dire “veh che non torno a casa oggi pomeriggio” ed andava tutto bene. Qui invece bisogna chiedere il permesso e la maggior parte delle volte mi lasciano uscire, ma questo solo perché vivo in una piccola città tranquilla e sicura, ci sono altre città più pericolose in cui è meglio uscire accompagnati o non dopo un certo orario. Per la cosa dell’infrangere le regole invece, credo che gli hondureñi siano gli ultimi a potersi esprimere in merito.
- C’è una diversa concezione di ricchi e poveri perché non esiste la classe media. Per questo motivo la differenza tra le due “classi” si vede moltissimo.
- Sono fissatissimi con High School Musical!
- Si ascolta soprattutto reggeaton e a volte anche la punta (tipo di musica e ballo tipico hondureño).
- Qualsiasi scusa è valida per festeggiare, e ovviamente, se si fa festa si deve anche andare a ballare!
- Condividono molto le cose, che siano oggetti o la merenda a scuola.
- Il compleanno più importante non è il 18esimo ma bensì il 15esimo, con la cosiddetta “quinceniera” che è una festa pari quasi ad un matrimonio. La festeggiata per l’occasione comincia a preparare tutto quasi sei mesi prima, organizzando tutto e parlando con i genitori. Per non parlare delle “sessioni di foto pre-festa” e del vestito spettacolare!
- Nonostante i 15 anni siano i più festeggiati, la maggiore età si raggiunge ai 18, così come in Italia. Anche la patente si può prendere legalmente a 18 anni, ma ho conosciuto molti ragazzi di 16/17 che hanno già una loro auto e guidano indisturbati per le vie della città. Tanto se li ferma la polizia, come dicono loro, con 200 lempiras (8 euro) li puoi corrompere.
- Per strada può capitare di incontrare qualche matto che ha perso la ragione e parla da solo. Per non parlare di quelli che quando passi di fianco ti fischiano e ti mandano baci. Se succedesse non fateci caso, nel più dei casi sono innocui.
- Se ti vedono per strada e capiscono che sei un turista, quasi sempre ti chiederanno se sei statunitense. Gli europei sono un “miraggio”.
- Per loro gli europei sono tutti caratterialmente freddi e si vestono sempre eleganti, con vestiti abbinati e “se la tirano” (scusate ma non trovavo il termine in vero italiano!).
- Le macchine più usate sono quelle grosse come i fuoristrada. Nel 90% dei casi saranno anche dotate di una paila ovvero la “cassona” dietro.
- Salire sulla paila anche in 10, è assolutamente normalissimo.
- Le cinture di sicurezza sono obbligatorie solo per i passeggeri davanti e comunque sia nessuno le mette.
- Se vivi una famiglia benestante, TUTTI avranno almeno un cellulare (iPhone ovviamente, per sembrare più ricchi) e probabilmente anche qualche iPad o Computer… e quando dico tutti, intendo che pure la nipotina di 5 anni avrà un iPad…
- Ogni famiglia ricca o che comunque sta economicamente bene, avrà almeno una “trabajadora”, ovvero una sorta di domestica che vive lì o in una depandance lì vicino che farà tutti i lavori in casa come pulire, cucinare, andare ad aprire la porta, fare le trecce alle bambine (se ci sono), cucire, lavare i panni e molto altro. Probabilmente vivrà lì 24 h su 24, e se le andrà bene avrà il fine settimana libero. Nel peggiore dei casi nemmeno quello. Ah e spesso è una ragazza “del popolo”, ciò significa che è povera e probabilmente avrà fatto l’equivalente della nostra 5° elementare (se va bene, se no nemmeno quello).
- C’è un alto tasso di analfabetizzazione
- Esiste un programma per chi fa l’ultimo anno di scuola per cui, se l’alunno vuole graduarsi, deve alfabetizzare 2 persone nel corso dell’anno.
- L’anno prossimo, quando l’alfabetizzazione non sarà più obbligatoria, si dovranno comunque fare 3 progetti che riguarderanno la società, le infrastrutture e l’ambiente (per esempio andare in un ricovero anziani, aiutare a migliorare l’infrastruttura di una scuola materna e piantare degli alberi).
- Nello spagnolo del centro-sud America si utilizza "usted" (=Lei) e "vos" (=tu), si da del Lei a qualsiasi persona a cui bisogna portare rispetto e anche quando non si ha molta confidenza.
- Ho visto molti ragazzi, sia della mia eta' che piu' piccoli, dare del Lei a tutti i parenti inclusi i genitori.
- Con i professori si ha un rapporto piu confidenziale nonostante le formalita' linguistiche, si scherza molto e vengono trattati quasi come degli amici.
- Essendo un Paese piccolo e in via di sviluppo, le universita' sono poche e sono quasi tutte nelle citta' piu' grandi come San Pedro e Tegucigalpa, percio' tutti i 17enni che finiscono il "colegio" e vogliono continuare gli studi, si trasferiscono in altre citta' per poter frequentare l'universita'.
- Secondo me gli adolescenti hondureñi sono molto infantili, ma questo credo che dipenda anche dal fatto che non hanno molte liberta' e dipendono molto dai loro genitori.
- Nonostante siano infantili hanno un'idea dell'amore e del fidanzamento piu' serio.
- Ci sono molti bambini poveri che per guadagnare qualche soldo vanno in giro per le strade a vendere dei prodotti come dolci, frutta o addirittura medicinali.
- Per le strade si possono incontrare persone che vendono la propria frutta con delle ceste.
- Ci sono molti cani randagi e a volte si possono vedere anche dei "cavalli randagi" che vanno in mezzo alla strada e per la citta'.
- Ci sono moltissime persone che non hanno nessun rispetto della natura, per molti e' normalissimo buttare sempre tutto a terra, anche dal finestrino della macchina.

P.s. Una cosa in comune con l’Italia c’è però. Entrambe non sopportano il proprio governo e tutti definiscono i politici dei corrotti. In fondo in fondo non siamo così diversi.

P.p.s. Le differenze sul cibo le farò in un altro post, perché meritano decisamente di essere lette e capite a parte!

P.p.p.s. Questo post lo manterro' sempre aggiornato con le altre differenze che mi verranno in mente perche' sono veramente molte e non si finisce mai di imparare.

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è."

Soy yo - Bomba Estéreo

sabato 22 ottobre 2016

+60 e tante nuove avventure

Si si scusate, sono consapevole che avrei dovuto scrivere di più e più spesso, ma ho avuto 3 settimane di esami e una settimana veramente piena... Nel frattempo sono passati anche i fatidici 2 mesi... il tempo passa così velocemente che non riesco nemmeno a rendermene conto! Ma oggi non parlerò di quotidianità o di come sto. Oggi parlerò di tutte le cose che ho visto in questi 60 giorni, i luoghi nuovi che ho visitato e un po' di quello che ho fatto:

Venerdì 2 Settembre: abbiamo festeggiato il 21° anniversario della scuola


Domenica 4 Settembre: sono andata a vedere il mio primo rodeo, devo dire che me lo ero immaginata diversamente perché è durato moltissimo tempo e la maggior parte c'era solo un gruppo che suonava e cantava però quando cavalcavano i tori facevano veramente paura, tutto il pubblico rimaneva con il fiato sospeso per qualche secondo e, almeno a me, questa cosa mi ha messo parecchia ansia!



Venerdì 9 Settembre: abbiamo festeggiato il Dìa del niño a scuola (anche se in realtà è il 10), noi Seniors abbiamo organizzato moltissimi giochi per i bambini di tutte le età e la scuola ha chiamato un pagliaccio per l'occasione.


Giovedì 15 Settembre: ho partecipato al "Desfile de la fiesta patria" ovvero una sfilata di tutte le scuole per le vie della città e i giorni precedenti è stato un continuo esercitarsi per fare bene la marcia, tutto questo in occasione del giorno dell'Indipendenza... altro che patriottismo...



Venerdì 16 Settembre: sono andata a "las Termas del Rìo" ovvero una serie di piscine alimentate da acqua calda naturale, ben diverse dalla nostra concezione di Terme



Sabato 17 Settembre: Siamo andati a Gracias, una città ad un'ora da qua, dove ho visitato la piazza centrale (dove c'era la statua del Lempira, da cui prende il nome la moneta), la cattedrale, il Forte di San Cristobal e una mostra di quadri al suo interno.





Giovedì 6 Ottobre: Siamo andate a vedere la Finca Sant'Elena (dove la mia host-mom lavora due volte a settimana). Una "finca" è una piantagione di caffè con anche dei capannoni dove vengono tostati e lavorati i chicchi di caffè, inoltre li c'era anche un ristorante, delle specie di baite che fanno da stanze d'hotel, una piscina e un campo da pallavolo per gli ospiti. Mi è piaciuto veramente molto perché era un luogo estremamente tranquillo, ordinato e colorato. Con un giardino da fare veramente invidia! Al ritorno abbiamo visto anche un "arcohiris" (arcobaleno)!





Venerdì 7 Ottobre: Alla mattina siamo andati in un luogo sperduto della foresta dove c'era una piccola casettina dove vendevano i "pilones" ovvero ghiaccioli fatti in casa (c'erano al cocco, mora, aguacate e mango), dopo invece siamo andati a trovare alcuni amici di famiglia che abitano in un posto chiamato la "montañita" dove gestiscono una piscina e un bar. Parlando con una donna che era lì (scusate ma ho decisamente dei problemi a ricordarmi tutti i nomi!) siamo arrivate all'argomento "come funziona AFS" e quando le ho spiegato che tra tutti i Paesi che potevo mettere nella lista, avevo scelto proprio l'Honduras, mi ha guardato stupita e mi ha detto "Grazie, non te ne pentirai, grazie per averci dato questa opportunità"...devo dire che sono rimasta un'attimo perplessa da questa reazione, ma poi gliene sono stata grata perché mi ha fatto riflettere.





Sabato 8 Ottobre: Sono andata a fare un giro per negozi tutta la mattina, ho potuto vedere più o meno i prezzi che ci sono qui e ho scoperto anche che i jeans più belli sono quelli colombiani. Alla sera siamo andati ad un compleanno di non so che parente ed è proprio vero, qui ogni scusa è buona per festeggiare! Era un compleanno normale (non i 50 o 40...) e c'erano i "mariachi" a suonare, il catering con cibo e camerieri e una cinquantina di invitati...

Domenica 9 Ottobre: E' stata la giornata più belle di tutte, sono andata a vedere Copan Ruinas con la famiglia. Copan Ruinas è un sito archeologico con le rovine dei Maya ed è veramente spettacolare, pieno di storia e se vogliamo anche "magia". Nella prima parte del sito archeologico c'è una bosco con le "guaras" (pappagalli) che ti passano sopra la testa, dopodiché si possono vedere le statue e i resti dei Maya. Veramente bello e per fortuna ci tornerò anche a gennaio con gli altri compagni di viaggio di AFS!







Al pomeriggio poi siamo andati nella città di Copan, nella Casa del Cioccolato e del Caffè!


Se vi state chiedendo perché sono andata in giro 4 giorni di seguito, era perché era il cosiddetto Feriado Morazanico, ovvero una festa tradizionale hondureña in cui la maggior parte delle famiglie ne approfitta per fare una piccola vacanza di 5 giorni e staccare un po' dalla routine. E la mia famiglia hondureña per fortuna ha deciso di rendere questa vacanza tutt'altro che noiosa e monotona!

Giovedì 13 Ottobre: mi è arrivata la mia stupenda maglia dei Seniors personalizzata!


Venerdì 14 Ottobre: sono andata con i miei compagni in una specie di ricovero per anziani gestito da suore, dove abbiamo portato cibo, bevande, dolci, musica e divertimento. Ho visto distruggere una piñata per la prima volta e la cosa più divertente è che sono stati proprio gli anziani a farlo! Tutti contenti l'hanno distrutta e hanno mangiato anche i dolci all'interno!



Venerdì 21 Ottobre: abbiamo festeggiato il Festival Tipico Catracho (= un altro modo per dire Hondureño) a scuola. Ad ogni classe veniva assegnata una zona dell'Honduras e dovevano allestire una postazione in cui vendere il cibo tipico di quella zona. A noi è capitata la zona insulare, cioè le Isole della Baia. La nostra postazione era decorata con foglie di palma, cocco, trucioli di legno per la sabbia e ci siamo vestiti come per andare in spiaggia. Il nostro cibo tipico era "ceviche" (piatto a base di pesce), cocktail di frutta e acqua di cocco.






Barco de Tarsis - Olvidalo

"La cattiva notizia è che il tempo vola.
La buona notizia è che sei il pilota."