venerdì 30 dicembre 2016

Mamma, non torno per Natale...

Proprio oggi mi sono fermata a pensare (si a volte anche io penso!), in particolare ho pensato al “famoso” grafico di AFS, tutti gli exchange lo conoscono, è formato da curve alte e curve basse. Ho pensato soprattutto ad una delle curve basse, quella associata al periodo natalizio. Perché giustamente, quando si pensa al Natale (soprattutto per noi italiani!) la prima cosa che ci viene in mente è la famiglia, subito dopo si pensa al cibo però questa è un’altra storia. Per moltissimi degli exchange student questo è il primo anno trascorso lontano dalla famiglia, lontano dalla nonna che ti chiede “e il fidanzatino?” e che ti da minimo 50 euro sottobanco. Lo stress del momento, sommato all’atmosfera natalizia e moltiplicato per la nostalgia molto spesso da come grafico una curva bassa. Questa è la spiegazione generale, quella regola che vale per molti ma non per tutti. Almeno non per me…

Certo che la famiglia mi è mancata, ovvio che avrei voluto mangiare un piatto di anolini, avere tutta la famiglia riunita, cercare qualche argomento di conversazione per evitare la famosa domanda, aprire i regali e fare finta che quelle orribili calze di lana mi piacciano. È ovvio che mi sarebbe mancato il mio solito Natale perché quando vedi le stesse cose per 17 anni e poi cambiano, possono disorientarti un po’. Questo però non significa che mi sia chiusa in camera a piangere come una disperata senza fare nulla. Soprattutto perché ho pensato che, quando ho deciso di andarmene un anno, ho deciso di affrontarne anche le conseguenze.

Forse il fatto che non ho sentito una gran atmosfera natalizia mi ha aiutato, nella casa della mia famiglia ospitante non hanno fatto né albero né nulla. Ma non importa, è comunque un natale diverso dal solito, chi stabilisce che per essere Natale deve esserci un albero, un presepe o le luci?
Partiamo con una premessa: non ho trascorso il Natale con la mia famiglia ospitante perché: 1. Andavano a camminare su per una montagna e io avevo febbre, tosse e raffreddore; 2. Andavano in Guatemala e io non avevo fatto nessuna richiesta di permesso per andarci perché 3. Sono stata informata solo il 23 Dicimbre. Quindi il Natale l’ho passato con la famiglia ospitante dell’altra italiana che è qua con me, Betta, e non avrei potuto chiedere di meglio. Sono sempre a casa loro praticamente, al punto che la madre ospitante di Betta ci considera “le sue figlie italiane”, anche se io preferisco essere considerata più come la cugina italiana.

Qui in Honduras il giorno più importante è il 24 perché si cena e poi si aspetta la mezzanotte per festeggiare. Noi abbiamo passato tutto il pomeriggio del 24 cucinando la pizza (sono uscite ben 7 pizze e l’ultima l’abbiamo mangiata a colazione il 26 dicembre) mentre la nonna della famiglia cucinava riso e maiale al forno. Per “antipasto” invece avevamo già dei tradizionali “tamales” e per dolce le “torrejas” (pan di cannella cotto in padella nell’albume e poi imbevuto di latte. Sembra una schifezza da questa descrizione ma vi giuro che erano buonissime!).

 

Alle 9 abbiamo cenato e la cosa più bella è che abbiamo parlato un po’ spagnolo, un po’ italiano e un po’ inglese perché c’era un’altra ospite, un’amica cinese che parla solo l’inglese e il cinese ovviamente. Finito di cenare siamo andate a comprare i fuochi d’artificio e poco prima della mezzanotte siamo andate sul tetto/terrazza della casa per scoppiarli e per vedere lo spettacolo di tutta la città che si illumina sotto i fuochi d’artificio.

 

È stata una cosa quasi magica. Si vedeva tutta la città illuminata. In qualsiasi parte mi girassi a guardare c’era almeno un fuoco d’artificio e tutto intorno il rumore di petardi. La mezzanotte invece è stata segnata ufficialmente dal rumore assordante della stazione dei pompieri che per tradizione segnalano quando arriva l’ora di iniziare i festeggiamenti. Abbiamo anche acceso e fatto volare una lanterna cinese in cui avevamo scritto i nostri desideri e buoni propositi (in ben 4 lingue diverse).



È stato un Natale diverso dal solito. Ma diverso non è mai sinonimo di sbagliato. Mi è piaciuto.
Ho scoppiato per la prima volta dei fuochi d’artificio (piccoli e legali, tranquilli). Ho avuto l’onore di vedere la mia “zia ospitante” tornare a casa con una bottiglia di vino italiano (e addirittura Lambrusco Emiliano, non uno qualsiasi). Ho fatto un albero di Natale mangiando ananas. Ho mangiato pizza la vigilia di Natale. C’era caldo. Ho passato un Natale con persone che fino a 4 mesi fa neanche sapevo esistessero.
Questa sì che è magia…
"Ricorda: se non riesci a trovare il Natale nel tuo cuore, non potrai trovarlo sicuramente sotto un albero"

Un saluto da moltissimi degli exchange student AFS 2016/2017 da tutto il mondo...
Siamo una grande famiglia💖

lunedì 21 novembre 2016

Differenze culturali Italia-Honduras

In occasione del mio 3o mese in Honduras, voglio parlare della cultura, in particolare delle differenze tra la mia cultura italiana e quella hondureña!

- Non sanno usare il clacson perché lo usano veramente troppo! Qualsiasi cosa capiti mentre loro sono alla guida, lo suonano!
- Sempre riguardante l’auto, non sanno usare i fanali di notte, passano tutto il tempo ad abbagliarsi l’un l’altro e a “sfanalarsi”, neanche ci fossero 30 posti di blocco da segnalare!
- Le strade, oddio, quanto mi manca andare in macchina o in bus senza sbattere la testa da qualche parte ogni 3 per 2 per via delle strade distrutte, sempre che si possano chiamare strade.
- Se le strade sono messe male, i marciapiedi di certo non sono molto meglio, sono completamente distrutti e possono essere alti anche un metro.
- Ogni casa, povera o ricca che sia, è dotata di una “pila” all’esterno della casa. Una Pila è una specie di “lavanderia” dotata di una vasca e una zona più alta e piana, dove lavare i panni con il sapone, come si faceva una volta anche in Italia…
- Le tubature delle case sono piccole, quindi è molto facile che si intasino, ciò significa che non si può buttare la carta igienica nel servizio (ho cercato di dirlo nel modo più fine possibile).
- Non è assolutamente scontato che la casa sia dotata di acqua calda, non tutti se lo possono permettere.
- Sempre parlando di acqua, se mai andrete in un Paese del Centroamerica, mi raccomando, se vi lavate i denti con l’acqua del rubinetto, almeno non bevetela, perché non è potabile! Al massimo passerete qualche giorno in bagno (capite cosa intendo vero?).
- L’acqua potabile, non viene venduta in normali bottiglie, ma in bottiglioni da 20 o più litri (non so quanti litri ci siano dentro, ma sono veramente grossi, come quelli che si mettono negli uffici con il distributore d’acqua e i bicchieri di plastica, il bottiglione è proprio quello).
- Non posso parlare per tutto l’Honduras, ma qui a Santa Rosa, è mooolto facile che vada via la luce.
- La maggior parte delle famiglie sono molto credenti
- Anche se non tutti sono molto credenti o praticano spesso, questa cosa influenza molto la loro cultura generale, per esempio se chiederete “Como estas?” la maggior parte risponderà “Bien, gracias a Dios”.
- Anche se non tutti sono religiosi, TUTTI rispettano la religione dando comunque l’esistenza di Dio come una cosa certa, nessuno la mette in dubbio. Per questo motivo, se si viene in questo Paese bisogna stare molto attenti a dire che si è atei perché alcuni potrebbero avere la mente aperta, ma molti altri no e potrebbero trattarvi male o fare una sorta di discriminazione.
- La stessa cosa vale per il discorso dell’omosessualità, essendo molto religiosi e molto tradizionali non sono molto di mente aperta oppure se ne escono con frasi tipo “non sono contro i gay, sono contro la condotta gay” che a mio modesto parere non ha un cavolo di senso.
- Secondo loro gli adolescenti europei hanno troppe libertà e tendono ad infrangere le regole… e devo dire che per alcuni lati hanno ragione, io in Italia ero abituata a fare un po’ come volevo, se volevo uscire bastava chiamare i miei e dire “veh che non torno a casa oggi pomeriggio” ed andava tutto bene. Qui invece bisogna chiedere il permesso e la maggior parte delle volte mi lasciano uscire, ma questo solo perché vivo in una piccola città tranquilla e sicura, ci sono altre città più pericolose in cui è meglio uscire accompagnati o non dopo un certo orario. Per la cosa dell’infrangere le regole invece, credo che gli hondureñi siano gli ultimi a potersi esprimere in merito.
- C’è una diversa concezione di ricchi e poveri perché non esiste la classe media. Per questo motivo la differenza tra le due “classi” si vede moltissimo.
- Sono fissatissimi con High School Musical!
- Si ascolta soprattutto reggeaton e a volte anche la punta (tipo di musica e ballo tipico hondureño).
- Qualsiasi scusa è valida per festeggiare, e ovviamente, se si fa festa si deve anche andare a ballare!
- Condividono molto le cose, che siano oggetti o la merenda a scuola.
- Il compleanno più importante non è il 18esimo ma bensì il 15esimo, con la cosiddetta “quinceniera” che è una festa pari quasi ad un matrimonio. La festeggiata per l’occasione comincia a preparare tutto quasi sei mesi prima, organizzando tutto e parlando con i genitori. Per non parlare delle “sessioni di foto pre-festa” e del vestito spettacolare!
- Nonostante i 15 anni siano i più festeggiati, la maggiore età si raggiunge ai 18, così come in Italia. Anche la patente si può prendere legalmente a 18 anni, ma ho conosciuto molti ragazzi di 16/17 che hanno già una loro auto e guidano indisturbati per le vie della città. Tanto se li ferma la polizia, come dicono loro, con 200 lempiras (8 euro) li puoi corrompere.
- Per strada può capitare di incontrare qualche matto che ha perso la ragione e parla da solo. Per non parlare di quelli che quando passi di fianco ti fischiano e ti mandano baci. Se succedesse non fateci caso, nel più dei casi sono innocui.
- Se ti vedono per strada e capiscono che sei un turista, quasi sempre ti chiederanno se sei statunitense. Gli europei sono un “miraggio”.
- Per loro gli europei sono tutti caratterialmente freddi e si vestono sempre eleganti, con vestiti abbinati e “se la tirano” (scusate ma non trovavo il termine in vero italiano!).
- Le macchine più usate sono quelle grosse come i fuoristrada. Nel 90% dei casi saranno anche dotate di una paila ovvero la “cassona” dietro.
- Salire sulla paila anche in 10, è assolutamente normalissimo.
- Le cinture di sicurezza sono obbligatorie solo per i passeggeri davanti e comunque sia nessuno le mette.
- Se vivi una famiglia benestante, TUTTI avranno almeno un cellulare (iPhone ovviamente, per sembrare più ricchi) e probabilmente anche qualche iPad o Computer… e quando dico tutti, intendo che pure la nipotina di 5 anni avrà un iPad…
- Ogni famiglia ricca o che comunque sta economicamente bene, avrà almeno una “trabajadora”, ovvero una sorta di domestica che vive lì o in una depandance lì vicino che farà tutti i lavori in casa come pulire, cucinare, andare ad aprire la porta, fare le trecce alle bambine (se ci sono), cucire, lavare i panni e molto altro. Probabilmente vivrà lì 24 h su 24, e se le andrà bene avrà il fine settimana libero. Nel peggiore dei casi nemmeno quello. Ah e spesso è una ragazza “del popolo”, ciò significa che è povera e probabilmente avrà fatto l’equivalente della nostra 5° elementare (se va bene, se no nemmeno quello).
- C’è un alto tasso di analfabetizzazione
- Esiste un programma per chi fa l’ultimo anno di scuola per cui, se l’alunno vuole graduarsi, deve alfabetizzare 2 persone nel corso dell’anno.
- L’anno prossimo, quando l’alfabetizzazione non sarà più obbligatoria, si dovranno comunque fare 3 progetti che riguarderanno la società, le infrastrutture e l’ambiente (per esempio andare in un ricovero anziani, aiutare a migliorare l’infrastruttura di una scuola materna e piantare degli alberi).
- Nello spagnolo del centro-sud America si utilizza "usted" (=Lei) e "vos" (=tu), si da del Lei a qualsiasi persona a cui bisogna portare rispetto e anche quando non si ha molta confidenza.
- Ho visto molti ragazzi, sia della mia eta' che piu' piccoli, dare del Lei a tutti i parenti inclusi i genitori.
- Con i professori si ha un rapporto piu confidenziale nonostante le formalita' linguistiche, si scherza molto e vengono trattati quasi come degli amici.
- Essendo un Paese piccolo e in via di sviluppo, le universita' sono poche e sono quasi tutte nelle citta' piu' grandi come San Pedro e Tegucigalpa, percio' tutti i 17enni che finiscono il "colegio" e vogliono continuare gli studi, si trasferiscono in altre citta' per poter frequentare l'universita'.
- Secondo me gli adolescenti hondureñi sono molto infantili, ma questo credo che dipenda anche dal fatto che non hanno molte liberta' e dipendono molto dai loro genitori.
- Nonostante siano infantili hanno un'idea dell'amore e del fidanzamento piu' serio.
- Ci sono molti bambini poveri che per guadagnare qualche soldo vanno in giro per le strade a vendere dei prodotti come dolci, frutta o addirittura medicinali.
- Per le strade si possono incontrare persone che vendono la propria frutta con delle ceste.
- Ci sono molti cani randagi e a volte si possono vedere anche dei "cavalli randagi" che vanno in mezzo alla strada e per la citta'.
- Ci sono moltissime persone che non hanno nessun rispetto della natura, per molti e' normalissimo buttare sempre tutto a terra, anche dal finestrino della macchina.

P.s. Una cosa in comune con l’Italia c’è però. Entrambe non sopportano il proprio governo e tutti definiscono i politici dei corrotti. In fondo in fondo non siamo così diversi.

P.p.s. Le differenze sul cibo le farò in un altro post, perché meritano decisamente di essere lette e capite a parte!

P.p.p.s. Questo post lo manterro' sempre aggiornato con le altre differenze che mi verranno in mente perche' sono veramente molte e non si finisce mai di imparare.

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è."

Soy yo - Bomba Estéreo

sabato 22 ottobre 2016

+60 e tante nuove avventure

Si si scusate, sono consapevole che avrei dovuto scrivere di più e più spesso, ma ho avuto 3 settimane di esami e una settimana veramente piena... Nel frattempo sono passati anche i fatidici 2 mesi... il tempo passa così velocemente che non riesco nemmeno a rendermene conto! Ma oggi non parlerò di quotidianità o di come sto. Oggi parlerò di tutte le cose che ho visto in questi 60 giorni, i luoghi nuovi che ho visitato e un po' di quello che ho fatto:

Venerdì 2 Settembre: abbiamo festeggiato il 21° anniversario della scuola


Domenica 4 Settembre: sono andata a vedere il mio primo rodeo, devo dire che me lo ero immaginata diversamente perché è durato moltissimo tempo e la maggior parte c'era solo un gruppo che suonava e cantava però quando cavalcavano i tori facevano veramente paura, tutto il pubblico rimaneva con il fiato sospeso per qualche secondo e, almeno a me, questa cosa mi ha messo parecchia ansia!



Venerdì 9 Settembre: abbiamo festeggiato il Dìa del niño a scuola (anche se in realtà è il 10), noi Seniors abbiamo organizzato moltissimi giochi per i bambini di tutte le età e la scuola ha chiamato un pagliaccio per l'occasione.


Giovedì 15 Settembre: ho partecipato al "Desfile de la fiesta patria" ovvero una sfilata di tutte le scuole per le vie della città e i giorni precedenti è stato un continuo esercitarsi per fare bene la marcia, tutto questo in occasione del giorno dell'Indipendenza... altro che patriottismo...



Venerdì 16 Settembre: sono andata a "las Termas del Rìo" ovvero una serie di piscine alimentate da acqua calda naturale, ben diverse dalla nostra concezione di Terme



Sabato 17 Settembre: Siamo andati a Gracias, una città ad un'ora da qua, dove ho visitato la piazza centrale (dove c'era la statua del Lempira, da cui prende il nome la moneta), la cattedrale, il Forte di San Cristobal e una mostra di quadri al suo interno.





Giovedì 6 Ottobre: Siamo andate a vedere la Finca Sant'Elena (dove la mia host-mom lavora due volte a settimana). Una "finca" è una piantagione di caffè con anche dei capannoni dove vengono tostati e lavorati i chicchi di caffè, inoltre li c'era anche un ristorante, delle specie di baite che fanno da stanze d'hotel, una piscina e un campo da pallavolo per gli ospiti. Mi è piaciuto veramente molto perché era un luogo estremamente tranquillo, ordinato e colorato. Con un giardino da fare veramente invidia! Al ritorno abbiamo visto anche un "arcohiris" (arcobaleno)!





Venerdì 7 Ottobre: Alla mattina siamo andati in un luogo sperduto della foresta dove c'era una piccola casettina dove vendevano i "pilones" ovvero ghiaccioli fatti in casa (c'erano al cocco, mora, aguacate e mango), dopo invece siamo andati a trovare alcuni amici di famiglia che abitano in un posto chiamato la "montañita" dove gestiscono una piscina e un bar. Parlando con una donna che era lì (scusate ma ho decisamente dei problemi a ricordarmi tutti i nomi!) siamo arrivate all'argomento "come funziona AFS" e quando le ho spiegato che tra tutti i Paesi che potevo mettere nella lista, avevo scelto proprio l'Honduras, mi ha guardato stupita e mi ha detto "Grazie, non te ne pentirai, grazie per averci dato questa opportunità"...devo dire che sono rimasta un'attimo perplessa da questa reazione, ma poi gliene sono stata grata perché mi ha fatto riflettere.





Sabato 8 Ottobre: Sono andata a fare un giro per negozi tutta la mattina, ho potuto vedere più o meno i prezzi che ci sono qui e ho scoperto anche che i jeans più belli sono quelli colombiani. Alla sera siamo andati ad un compleanno di non so che parente ed è proprio vero, qui ogni scusa è buona per festeggiare! Era un compleanno normale (non i 50 o 40...) e c'erano i "mariachi" a suonare, il catering con cibo e camerieri e una cinquantina di invitati...

Domenica 9 Ottobre: E' stata la giornata più belle di tutte, sono andata a vedere Copan Ruinas con la famiglia. Copan Ruinas è un sito archeologico con le rovine dei Maya ed è veramente spettacolare, pieno di storia e se vogliamo anche "magia". Nella prima parte del sito archeologico c'è una bosco con le "guaras" (pappagalli) che ti passano sopra la testa, dopodiché si possono vedere le statue e i resti dei Maya. Veramente bello e per fortuna ci tornerò anche a gennaio con gli altri compagni di viaggio di AFS!







Al pomeriggio poi siamo andati nella città di Copan, nella Casa del Cioccolato e del Caffè!


Se vi state chiedendo perché sono andata in giro 4 giorni di seguito, era perché era il cosiddetto Feriado Morazanico, ovvero una festa tradizionale hondureña in cui la maggior parte delle famiglie ne approfitta per fare una piccola vacanza di 5 giorni e staccare un po' dalla routine. E la mia famiglia hondureña per fortuna ha deciso di rendere questa vacanza tutt'altro che noiosa e monotona!

Giovedì 13 Ottobre: mi è arrivata la mia stupenda maglia dei Seniors personalizzata!


Venerdì 14 Ottobre: sono andata con i miei compagni in una specie di ricovero per anziani gestito da suore, dove abbiamo portato cibo, bevande, dolci, musica e divertimento. Ho visto distruggere una piñata per la prima volta e la cosa più divertente è che sono stati proprio gli anziani a farlo! Tutti contenti l'hanno distrutta e hanno mangiato anche i dolci all'interno!



Venerdì 21 Ottobre: abbiamo festeggiato il Festival Tipico Catracho (= un altro modo per dire Hondureño) a scuola. Ad ogni classe veniva assegnata una zona dell'Honduras e dovevano allestire una postazione in cui vendere il cibo tipico di quella zona. A noi è capitata la zona insulare, cioè le Isole della Baia. La nostra postazione era decorata con foglie di palma, cocco, trucioli di legno per la sabbia e ci siamo vestiti come per andare in spiaggia. Il nostro cibo tipico era "ceviche" (piatto a base di pesce), cocktail di frutta e acqua di cocco.






Barco de Tarsis - Olvidalo

"La cattiva notizia è che il tempo vola.
La buona notizia è che sei il pilota."

martedì 20 settembre 2016

1/11 di esperienza vissuta🌎

Un mese, 4 settimane, 30 giorni... sono passati così in fretta che non me ne sono nemmeno accorta...
Quando si viene catapultati in un altro Paese con un'altra cultura, un'altra lingua e soprattutto altre abitudini, si è sommersi di cose nuove, da capire e imparare.

L'Honduras è così diverso dall'Italia... ma nonostante questo, tutto ciò che all'inizio trovavo strano, ora inizia ad essere normale, quasi mio.
Mi sono abituata alle strade distrutte, ai colori vivaci delle case, all'allegria che c'è nell'aria durante i "desfile", al ritmo della banda, al reggeaton, al suono dello spagnolo che sembrava così strano i primi giorni e sì, mi sono anche abituata a lavare i miei vestiti da sola con la cosiddetta "pila".
Ora ho imparato ad apprezzare la scuola, a considerarla come ad un momento di ritrovo e non ad una prigione. 
Ho mangiato baleadas, gringas, frijoles, ticucos, pupusas e chi più ne ha più ne metta, non tutti i piatti hondureñi mi sono piaciuti, ma li ho provati quasi tutti come è giusto che sia.
Ho creato una mia quotidianità formata da sveglia alle 6 e colazione salata, scuola fino alle 14, pomeriggio con compiti e qualche uscita, cena alle 18 e tornare a dormire alle 22.
Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei veramente abituata ad andare a letto presto?! 
Eppure è così, bisogna adeguarsi e apprezzare ciò che si ha.


Il mio trentesimo giorno qui è pieno di riflessioni, pian piano sto realizzando di essere veramente a 10.000 km da casa, come a molti altri exchange students, questo mese è volato, portandosi via tutte le vecchie aspettative.
All'inizio la mia principale aspettativa era quella di trovarmi talmente bene con la nuova famiglia da considerare questo posto subito casa, ma così non è stato, anche se qui sto bene sento che manca qualcosa, e perciò "casa" rimane ancora quel luogo che ora sembra irraggiungibile.
Credevo anche che sarei cambiata, che il mio carattere sarebbe improvvisamente cambiato drasticamente, ma non è possibile, non si può di certo cambiare completamente da un giorno all'altro. E perciò rimango sempre la solita noiosa ragazza timida che prima di fare un passo deve guardarsi intorno e capire se è veramente la cosa giusta da fare.
Poi però mi dico che qualcosa deve essere cambiato perché la me stessa di qualche anno fa non avrebbe mai fatto un passo importante come questo e soprattutto ora non sarebbe qui...

Scegliere di mollare tutto e tutti per partire e fare un'esperienza come questa non è facile, ci si aspetta sempre che sia tutto rose e fiori ma a volte non è così. Ogni minimo problema è ingigantito dal fatto che dovrai affrontarlo da solo.

Nel bene o nel male comunque penso che questa sia stata la scelta giusta da fare, tutti dovrebbero fare questa esperienza, ti mostra nuovi orizzonti, ti fa vedere il mondo in modo diverso, ti fa capire che ciò a cui eri abituato non è uguale per tutti, che esistono diversi modi di vedere le cose. Spesso ti fa apprezzare ciò che hai lasciato e ti insegna molte altre cose nuove.
Già, un mese è già passato.
1/11 della mia esperienza è già stato vissuto.

Max Pezzali - Non lo so

"Non te ne pentirai.
Se è bene, è meraviglioso.
Se è male, è esperienza."

venerdì 2 settembre 2016

E anche la prima settimana è passata...

Esattamente oggi sono 15 giorni che sono partita e 12 giorni che sono qui a Santa Rosa de Copan...
I primi giorni sono stati molto impegnativi, scuola nuova, compagni di classe nuovi, casa nuova, famiglia composta da sconosciuti e soprattutto una cultura totalmente differente.
Il primo giorno di scuola è stato il più impegnativo, perché non capivo nulla di ciò che stava succedendo ed ero l'unica straniera tra 200 hondureñi... e se ve lo state chiedendo... sì, mi sentivo parecchio osservata!

Mi sono svegliata alle 5:30 (tutta colpa del jetleg ovviamente, di certo io non mi sveglio così presto!) e alle 8 sono andata a scuola insieme alla mia host-sister. È stato un giorno molto particolare perché in quanto primo giorno di scuola avevano organizzato un'assemblea in auditorium con tanto di inno nazionale e preghiera... poi all'improvviso è arrivata una limousine bianca e davanti sono stati posizionati dei fumogeni colorati... e non riuscivo a capire cosa stesse succedendo... dalla limousine sono scesi 4 ragazzi e 6 ragazze, vestiti eleganti come per il PROM (ballo di fine anno per chi non lo sapesse) e sotto gli occhi di tutta la scuola hanno attraversato il tappeto rosso, sono saliti sul palco e si sono presentati...


Ebbene sì, loro sono proprio i miei compagni di classe... panico... e se mi chiamano sul palco cosa cavolo dico?! E non poteva che avverarsi ovviamente... "Seniors ho il piacere di presentarvi la vostra nuova compagna di classe, si chiama Alessia e viene dall'Italia, forza Alessia vieni qui sul palco con me." Ok. Sinceramente? Se avessi potuto mi sarei sotterrata in quel preciso momento... ma non potevo e così sotto gli occhi di tutti sono salita sul palco e ho balbettato le stesse scontatissime parole che avrebbe detto chiunque:
"Mi chiamo Alessia. Vengo dall’Italia. Sono molto felice di poter passare un anno qui.' e poi è stato tutto un "Ehm, sì, piacere di conoscervi, l'uscita di emergenza più vicina? Mi potete prestare un badile così mi scavo la buca da sola? Grazieeee!"

Alla fine di questa bellissima cerimonia certo non poteva mancare il servizio fotografico in cui, molto ovviamente, sono venuta malissimo!
Cos'è che mi avevano detto i miei volontari locali? Ah sì, "abituatevi perché farete moltissime figure di merda." Ok, ora posso dire che avevano senza dubbio ragione.

La prima settimana devo dire che è passata abbastanza in fretta, i compagni di classe sono tutti abbastanza simpatici solo che quando scherzano tra di loro usano un linguaggio più "libero" che non è di certo lo spagnolo che ho imparato io, perciò capisco poco e niente... i professori sono tutti giovani e molto disponibili però quando ho delle lezioni in inglese finisco per fare confusione e mi ritrovo a rispondere prima in spagnolo e poi in inglese... in questo primo periodo mi confondo molto facilmente con le varie lingue. Per non parlare di quando in famiglia mi chiedono delle parole in italiano! Finisco per dire in italiano tutta la frase e non solo la parola... deve essere molto divertente o insopportabile per loro... a seconda di come la si vede ahahaha non so...

Nel mio tempo libero non faccio molto per ora... solo compiti, scrivere, guardare la tv, ascoltare la musica o parlare con la mia famiglia e i miei amici italiani, ma solo se il fuso orario lo permette. Un paio di pomeriggi sono andata con mia sorella ospitante a fare un giro per la città e mi ha spiegato un po' di cose. Abbiamo anche preso un caffè e devo dire che nonostante tutto era anche buono. Questo sabato (27 agosto) invece sono andata con la famiglia e altri parenti a vedere la sfilata dei carri e dei cavalli per le strade di Santa Rosa e devo dire che mi è piaciuto molto perché si vedeva quanto un evento del genere riesca ad unire le persone in una città piccola come questa...



Mentre domenica mi hanno portato al supermercato a prendere quello che mi serviva, ad ordinare l'uniforme in sartoria e a comprare tutto il materiale scolastico. E infine per mezzogiorno mi hanno portato a mangiare la PIZZAAAAA, ok no, non la posso certo chiamare pizza perché sarebbe un insulto alla buonissima pizza italiana... però loro la chiamano così, quindi definiamola una pizza hondureña: domenica ho avuto il "piacere" di assaggiare una pizza 4 stagioni hondureña.


Sinceramente non ricordo tutti gli ingredienti perché probabilmente sarebbe una lista infinita... comunque giusto per rendere l'idea, i cubetti gialli non sono patate ma bensì pezzi di ananas o come la chiamano qui, piña.

Ovviamente per smaltire questa bomba bisognava fare un po' di esercizio... e così siamo andati a "El Cerrito" un luogo/monumento chiamatelo come vi pare, con la bellezza di 105 gradini, che però mi sono sembrati infiniti, e che ovviamente ho fatto tutti d'un fiato!


Però quando si arriva in cima devo dire che c'è anche un po' di soddisfazione sia per la vista che per questo monumento che mi ha decisamente affascinato...


Infine dopo questa terribile fatica dovevamo cenare (qui si cena anche alle 5! Ma non riuscirò mai ad abituarmi) e così siamo andati alla Feria Agostina, una fiera che dura per tutto il mese di agosto e dove ci sono bancarelle con oggetti e con cibo ovviamente...


E questo è tutto... ora vado a dormire perché domani è il 21° anniversario della scuola e non c'è lezione ma si festeggia tutto il giorno al ritmo della banda!
P.s. Inoltre ho scoperto di essere la seconda studentessa più vecchia di tutta la scuola, i miei compagni di classe hanno tutti 16 anni tranne una che ne compie 18 tra poco...

Hasta el amanecer ~ Nicky Jam

"Niente limiti.
Solo orizzonti."

sabato 27 agosto 2016

Empieza mi aventura!

Bene, allora dove ero rimasta? Ah si, giusto, ero in aereo e scrivevo perché non avevo altro da fare... ora invece sono nella casa della mia prima famiglia Hondureña... sono molto simpatici e gentili con me, qui sono tutte donne, c'è una ragazza di 14 anni, sua mamma, sua nonna e altre due ragazze che si occupano delle faccende domestiche come pulire o cucinare...
Hanno una casa molto grande ed è vicino al centro di Santa Rosa, per la scuola invece ci vogliono 5 minuti di auto, ma è decisamente vicino per i miei "standard" italiani ahahah


Comunque torniamo indietro, il primo volo da Roma ad Atlanta è durato circa 11 ore, all'atterraggio abbiamo dovuto fare una coda di 2 ore solo per controllare il passaporto e il visto... subito dopo sono venuti a prenderci alcune auto dell'Hotel dove saremmo stati per la notte.
In Hotel abbiamo mangiato pollo fritto e altre cose che però facevano proprio schifo (lo so non si dice, ma se dopo siamo stati tutti male un motivo ci sarà!)... è stato il nostro primo pasto in un altro Paese, lontano dall'Italia, e già ci mancava il nostro caro cibo italiano!


La mattina dopo siamo tornati in aeroporto e abbiamo preso il volo diretto a Tegucigalpa, è durato circa 3 ore e la cosa più bella è stata guardare fuori dal finestrino perché potevamo vedere molte isole e soprattutto c'era un mare di un bel azzurro acceso ed era talmente limpido che si potevano vedere le ombre delle nuvole! L'atterraggio è stato in assoluto la cosa più brutta... è stato molto brusco e pensavamo che non si sarebbe più fermato ahahaha solo dopo ho scoperto che l'aeroporto di Tegucigalpa è il secondo più pericoloso del mondo, il primo è in Africa... però è andato tutto bene quindi meglio così dai.



Dopo l'atterraggio, abbiamo preso le valige e fatto qualche controllo... all'uscita c'erano alcune famiglie ospitanti e alcuni volontari hondureñi con cartelloni con scritto "Bienvenidos" o "Welcome", erano tutti sorridenti e molto gentili, è stato molto bello! Nessuno di noi però si è subito reso conto che avevano organizzato tutto per noi, o almeno, così è stato per me.



Subito dopo siamo saliti su un pullman che ci ha portato in un paese di nome Valle de Angeles dove c'era il nostro Hotel.
Il viaggio è stato molto bello perché era tutto nuovo per noi ed eravamo tutti attaccati al finestrino dicendo "Oh guarda quello! Che bello questo! Oooooh!"... eravamo come bambini che vedono per la prima volta il mondo e vogliono sapere tutto quello che succede lì intorno!



Una volta arrivati a Valle de Angeles, nell'Hotel, siamo rimasti tutti stupiti perché era veramente stupendo e molto tipico, a partire dall'architettura fino a ragni grossi come una mano sugli alberi... tutto normale insomma!





In questo Hotel ci siamo stati 2 giorni e 3 notti, perché l'ultimo giorno, alla mattina presto, abbiamo preso il pullman.
Direzione: San Pedro Sula.

In Hotel abbiamo fatto alcuni giochi, attività e riunioni organizzati dai volontari di AFS Honduras, è stato molto bello e noi italiani abbiamo avuto l'occasione di conoscerci meglio e confrontare un po' le nostre opinioni e aspettative, è stato molto utile! Il secondo giorno i volontari ci hanno portato a vedere la città e per la prima volta abbiamo potuto ammirare più da vicino le strade, le case, le persone e soprattutto lo spagnolo, per la prima volta abbiamo sentito le persone parlare lo spagnolo in modo talmente veloce da non capirci nulla!
È stato tutto molto bello anche se eravamo tutti stanchissimi!




Ci sono volute altre 5 ore per arrivare a San Pedro perché abbiamo fatto prima una tappa a Comayagua e poi una a Siguatepeque... una volta a San Pedro, 10 di noi hanno incontrato la loro famiglia ospitante... e tra questi c'ero anche io! Lì ho incontrato il padre ospitante della famiglia definitiva qui in Honduras e fuori c'era anche la moglie e i due bambini. 
E ora comincia la vera avventura: avete presente quando a Pechino Express (o anche nei documentari) si vedono le persone che stanno in piedi sul retro dei Pickup? Ecco ciò che ho fatto io per 3 ore nella tratta San Pedro Sula - Santa Rosa de Copan! Niente di cui preoccuparsi apparte il fatto che mi sono bruciata faccia e braccia da tanto picchiava forte il sole... il mio primo giorno qui e già sono abbronzata, quando tornerò a casa non mi riconosceranno nemmeno più!

P.s. Il nostro motto per tutta la durata del viaggio è stato "Italians do it better"!
P.p.s. Mentre stavo scrivendo tutto questo, due mie compagne di classe mi hanno scritto e mi hanno anche aggiunto al gruppo Whatsapp della classe, non avete idea dell'ansia che ho ora ahahaha
P.p.p.s. Scusatemi se ho fatto qualche errore grammaticale ma ho già molta confusione in testa, a volte parlo italiano con la famiglia qui e a volte parlo spagnolo quando sono al telefono con i miei genitori/amici, sono già parecchio confusa!

Drown - Leo
https://m.youtube.com/watch?v=PMe8OorqFsU

"Capita a tutti di sentirsi diversi in un modo o nell’altro, ma andiamo tutti nello stesso posto, solo che per arrivarci prendiamo strade diverse…"